In Italia chi pretende il rispetto delle regole è contro il sistema

Cos’è il “sistema”? Riferito ad uno Stato è certamente l’organizzazione di leggi e regolamenti che consentono a una collettività di vivere civilmente,  perché per ogni eventuale conflitto è prevista la sua composizione o osservando le leggi o ricorrendo a un giudice. Chi si pone contro il “sistema” è, quindi, un eversivo, da punire e riportare sui binari della convivenza civile.

Tutto questo è vero, ma forse solo nel libro dei sogni. Perché poi, nella realtà, si scopre che il “sistema” si accontenta delle apparenze, le uniche che devono rigorosamente essere salvaguardate. Se si salvano le apparenze, dopo si può fare proprio di tutto: si possono truccare gli appalti, i concorsi pubblici, si possono violare i segreti istruttori, si possono far cadere ad arte i reati in prescrizione, si può falsare la volontà democratica, si possono spillare soldi allo Stato con leggi ad personam o ad aziendam. Insomma, si può fare tutto ciò che è proibito purché … sia fatto bene. Alla fine della nostra Costituzione e dei nostri Codici dovrebbero scolpire la massima: “Non preoccupatevi, fatta la legge, trovato l’inganno!” E’ il vero credo degli italiani.

Nasce così un “sistema” parallelo, del tutto diverso da quello organizzato proprio per convivere senza che la società si trasformi in una giungla dove prevale la legge del più forte.

L’ultimo scandalo venuto a galla nelle Università italiane ha messo in luce un “sistema” per favorire alcuni concorrenti a danno di altri. E chi ha denunciato il malaffare, anziché essere considerato un normale cittadino, viene considerato un eroe! E così pure in numerosissimi Comuni italiani, ogni giorno le cronache ci riportano notizie di “sistemi” organizzati per spartirsi gli appalti secondo accordi presi anticipatamente con chi veniva candidato alla guida di una Amministrazione proprio per portare a compimento il piano.

Anche nel delicatissimo campo della medicina si sono scoperti “sistemi” per realizzare maggiori profitti. Non sono isolati i casi di cliniche private in cui si sono realizzati interventi inutili per lucrare sulla fornitura di protesi spesso di dubbia qualità.

Nel campo dell’edilizia pubblica, quante volte abbiamo appreso di opere (strade, ponti, scuole) realizzate con materiale scadente per assicurarsi  ulteriori costosi lavori a danno degli utenti. Anche quello era un collaudatissimo “sistema” conosciuto dagli addetti ai lavori ma su cui tutti avevano il dovere del silenzio.

E l’elenco potrebbe continuare all’infinito, fino ad arrivare ad aree del Belpaese dove il “sistema” si regge attraverso il metodo mafioso con le sue leggi, le sue sentenze, le sue esecuzioni.

Insomma, pian piano abbiamo costruito un mondo al contrario in cui i valori si sono capovolti. Il “sistema” marcio ma prevalente ha finito per essere accettato come normale, perché “è sempre stato così” e chi lo combatte passa per un corpo estraneo (individuo, partito, movimento), antisistema, quindi pericoloso per definizione e, logicamente, da combattere.

In questa logica, come si fa ad insegnare alle giovani generazioni ad essere portatrici di un mondo nuovo e pulito se diamo loro costantemente la prova che abbiamo costruito un mondo sporco e corrotto?

   Pasquale Consiglio

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