Emiliano perde il ricorso. Corte Costituzionale: si proceda con lavori gasdotto tap

“La Corte costituzionale ha giudicato inammissibile il conflitto sollevato dalla Regione Puglia contro lo Stato in relazione al procedimento di autorizzazione alla realizzazione del “gasdotto Tap”. Lo comunica una nota della Consulta.

“In conseguenza di tale decisione – si legge nella nota – resta confermata la validità del provvedimento che ha autorizzato la costruzione del gasdotto”.

COSA E’ IL GASDOTTO TAP

Il termine Tap è l’acronimo del consorzio Trans adriatic pipeline che si sta occupando della realizzazione di un gasdotto di 4mila chilometri per importare il metano dall’Azerbaijan. L’infrastruttura energetica attraverserà anche la Georgia, la Turchia, la Grecia e il mare Adriatico fino ad arrivare a San Foca di Melendugno in Salento. Dovrebbe riversare nelle reti nazionali 10 miliardi di metri cubi di gas all’anno pari al fabbisogno energetico di circa 7 milioni di famiglie, e che nei piani potrebbero crescere a 20 miliardi di metri cubi all’anno. Il progetto fa parte del Corridoio Meridionale del Gas, elaborato dalla Commissione Europea, per individuare nuove rotte per l’approvvigionamento del gas.

Per costruire il gasdotto sono stati espiantati circa 200 alberi d’ulivo nell’area di San Foca di Melendugno, per poi essere reimpiantati in loco. Gli ultimi 43 ulivi sono stati spostati proprio oggi nella Masseria del Capitano, che si trova ad alcuni chilometri di distanza sulla strada per Calimera. Nella notte ci sono stati scontri tra le forze di polizia e centinaia di attivisti, oltre ai cittadini, contrari al Tap, che cercavano di bloccare i mezzi diretti alla Masseria del Capitano, sito di stoccaggio degli alberi. I lavori, fermi da maggio, sono ricominciati tra le polemiche. “In piena stagione turistica – ha scritto stanotte su Facebook il sindaco Marco Potì, da sempre contrario all’opera insieme agli altri enti locali, Comuni del Salento e Regione Puglia – Tap decide di violare quanto riportato nell’autorizzazione unica in suo possesso. Le attività sono sospese da giugno a settembre”.

Gli ulivi, presenti negli otto chilometri, dove avverrà lo scavo di circa un metro, avrebbero dovuto, nei piani, denunciano i manifestanti, essere trasportati, infatti, prima della stagione estiva perché questi alberi soffrono se spostati durante la stagione più calda. “Sono sconcertato dallo spiegamento di forze dell’ordine italiane per spostare 43 alberi, già sacrificati tanto tempo fa, senza motivo, senza autorizzazioni successive, senza nessun buon senso – denuncia il primo cittadino -. I cittadini manifestano il loro totale dissenso. Melendugno e San Foca isolate completamente dal resto d’Italia. Fermatevi”.

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