Signor Canonico, mi scusi una parola

Non so chi sia e da dove provenga Nicola Canonico. Il suo nome, pur se non mi occupo di cronaca sportiva né seguo il calcio, mi è rimbalzato spesso negli ultimi mesi, soprattutto quando si sono svolti in città i rumorosi, e talvolta come al solito eccessivi, caroselli di auto e bandiere neroazzurre per festeggiare la promozione della squadra “Bisceglie calcio 1913”.

Ho appreso in quel “bailamme” che tal Canonico (cognome non di casa nostra) era il presidente della società sportiva, artefice della storica risalita del calcio biscegliese tra i “professionisti”. Dire artefice significa includere anche un inevitabile impegno economico. Gioiosi e tutti contenti.

Tra i contenti ci sono anch’io, perché sul prossimo album di figurine Panini ci sarà da attaccare anche la squadra di Bisceglie. Vi pare poco? Canonico non l’ho ancora conosciuto ma ho saputo che anziché prendere la borsa e cambiare aria da vincitore si è fatto ancora una volta prendere dalla passione, di dedicare ancora tempo e denari verso una squadra ed una società che erano moribonde. E qui il presidente ha sbagliato.

Non ha messo in conto il malvezzo molto diffuso tra i biscegliesi: l’essere quartaioli ed ingrati. Infatti si è andati oltre, addirittura con gli insulti. Può una sbavatura, un goal degli avversari che ovviamente delude, cancellare ciò che di positivo l’imprenditore Canonico ha dato a Bisceglie? Sarebbe assurdo. Eppure accade. Non è questo il calcio sognato da Canonico (ormai è annotato nel taccuino della storia indelebile). Lui, credo, vorrebbe vedere l’unità intorno alla squadra e, permetteteglielo, di essere considerato anche un eroe. Tifare significa amare. Se la poesia del pallone nel sacco si conclude a sfavore…pazienza, ci sarà l’amarezza, si dovrà rimontare, progettare. Sport significa saper gestire il proprio comportamento e mantenersi equilibrati.

Veder piangere Canonico nello stadio, dopo gli improperi subiti, è sintomo di quanto il mondo del calcio sia malato. Ciò mi ha molto intristito. Non so ancora chi sia Canonico (il cognome “ecclesiastico” è puramente causale). Ma se non gli saranno tributate le giuste scuse, subito… credo che nel suo animo questa volta sarà difficile tollerare ed inizierà veramente a pensare di mollare. Di rimanere in questa città strana non glielo ordina il medico. E chi sarà sconfitto sarà nuovamente il calcio con la sua città.

 

Luca De Ceglia

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