Divinæ Follie, “don Vito” ci parla di ieri, oggi e domani

Dedico il mio scrivere principalmente ai mali informati per evitare commenti negativi sulla mia persona e sulla mia attività di imprenditore.
Potrei incorrere in piccole cattiverie solamente per legittima difesa.
Comunque anni addietro, mi sono iscritto, a seguito di autorizzazioni del Tribunale di Trani e alla Camera di Commercio come editore del giornale “Divinae Follie” che sembra ancora valida.

Ciò premesso, preciso che nel prossimo futuro, nei miei programmi di intervento sullo sviluppo degli investimenti, andrò a fare da solo un progetto nella qualifica di imprenditore turistico per la salvaguardia della mia proprietà, del futuro di Bisceglie a cui sono interessato e soprattutto per dimostrare a me stesso che sono un valido imprenditore, forse ancor più audace rispetto al passato con l’aiuto delle banche, ora con strumenti finanziari nuovi e più diretti agli interessati, piccoli e medi risparmiatori della Bat che hanno una visione più completa del futuro economico della nostra comunità.

 

Spero non sia sfuggegito a nessuno il fermento che sta scuotendo tutta la Puglia, oserei dire “Finalmente”! E abbiamo il dovere di partecipare prima ed insieme al Salento, prima che l’onda lunga della crescita ci raggiunga impreparati, trovolgendoci a danno degli eredi di tanta futura ricchezza, trasformando la gioia di vivere in amarezza, con colpa.

Bisceglie non è un grande Paese con una precisa identità, abbiamo vissuto all’ombra della Casa Divina Provvidenza (Manicomio) e non ci siamo accorti che così facendo non abbiamo realizzato niente che ci possa garantire sonni tranquilli per il prossimo futuro.

 

 

E’ nata e morta subito la zona industriale, il commercio ancora peggio; la marineria dei diversi anni è migrata al nord, il porto turistico (zero), nemmeno la guardania delle barche che poteva essere un buon supporto per quelle famiglie disoccupate.

Tempo fa il Sindaco Cozzoli scrisse un articolo sulla Gazzetta dove paventava ad un simile miracolo, parlava credo del Porto Turistico su Ponte Lama. Tutto fermo! Non crescono più ne i carrubi ne i ciclamini.
Sono stati eliminati senza amore, ne ricordo.

Io ricordo ancora, che all’epoca si parlava di aver parlato di progettazione all’architetto Clavarino 160 milioni di lire, altri dicono a bassa voce che il Comune abbia pagato all’anonimo architetto paseaggistico lire 600 milioni, soldi prelevati dalle casse comunali.
Il sottoscritto per un progetto di massima, commissionato allo stesso Clavarino Amedeo dette in conto lire 70 milioni.
Cantiamo insieme quel sonetto: “Tempi belli una volta”.
Sospendendo il cantiere, dello stabilimento balneare perché sequestrato dal Tribunale, progettato da Clavarino con la licenza del Comune.
Adesso l’amministrazione comunale, rompe…… per la licenza e un certificato di impatto acustico (ridicolo!).

Permette di sospendere l’attività, mandando tutti a casa alle ore 1.00 del mattino e l’alba plaude alle sua grande capacità di controllore.
Però c’è un però, che ci può far stare tranquilli per il nostro futuro…
Alla Testa, hanno concesso di costruire due ville sul promontorio, deludendo tutto ciò che contribuiva al ricordo di quarant’anni addietro, senza neanche attendere che la cenere dei nostri ricordi riusciva a nascondere tale mostruosità e crimine, perché è un crimine alla memoria di chi ha ottant’anni.
Dove andranno a finire i sogni di chi aveva 20 anni e la sera godeva del tramonto e dell’alba rossa?

 

 

Vito Mastrogiacomo

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