Pedro Manfredini, l’attaccante d’oro degli anni ’60 di mamma e parenti biscegliesi

25 Dicembre 2017 0 Di ladiretta1993

Ha militato nel Racing Club, in Argentina, ma anche, e soprattutto, nella Roma (per sei anni), nel Brescia e nel Venezia, segnando 110 gol in carriera.

Considerando l’arco dell’intera vita calcistica, la sua media gol/partita in campionato (0,571) è superiore a quella dei più celebrati goleador del tempo, come Altafini e Sivori; ma anche dell’epoca successiva, come Riva, Boninsegna, Platinì, Maradona, Batistuta, Baggio, Signori, Henry e Sevcenko, che hanno giocato in Italia.

Ci piace ricordarlo non perchè è stato un calciatore di grosso calibro, ma perchè la sua mamma e tutti i suoi parenti erano pugliesi, di Bisceglie, della nostra città (i suoi nonni paterni erano di Cremona, invece). I suoi genitori emigrarono in Argentina, dove nel villaggio di Maipù, a Mendoza, diedero alla luce Pedro. In virtù della sua nascita nello stato estero, ricoprì anche la maglia della nazionale argentina, dove giocò alcune partite e segnando anche una doppietta al Cile e vincendo la Coppa d’Oro nel 1959.

Esordì nel Racing Club, nel 1957, dove giocò 39 partite, segnando 28 reti.

Il suo legame ombelicare con l’Italia lo portò ad accettare il trasferimento alla Roma, per 78milioni di lire dell’epoca, nel 1959. Con i giallorossi giocò per sei stagioni, collezionando 130 presenze e segnando 77 gol. Prima di concludere la sua carriera, ha giocato nel 1965 nel Brescia (in serie A) e due stagioni consecutive nel Venezia (una in serie A e l’altra in serie B).

Lasciato il calcio giocato, Manfredini aprì a Roma, in Piazzale Clodio, il “Bar Piedone”; si è trasferito poi nel quartiere Spinaceto, dove ha vissuto per un po’ di tempo, occupandosi anche di una scuola calcio.

Oggi, ad 83 anni, vive a Ostia, dove si era trasferito definitivamente con la moglie (della quale non sappiamo se sia ancora in vita).

Sarebbe interessante apprendere ulteriri notizie di Pedro da alcuni parenti che ancora vivono a Bisceglie (o discendenti), ai quali lanciamo l’appello di mettersi in contatto con la nostra Redazione.