Digithon, Uricchio assicura: dopo Università c’è ingresso lavoro

L’ ultima giornata di Digithon è stata occasione per trarre delle conclusioni, dopo l’intervento di Michele Emiliano, sono intervenute tre personalità di spicco: Antonio Felice Uricchio, rettore dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, Eugenio Di Sciascio, rettore Politecnico di Bari, Domenico De Bartolomeo, presidente Confindustria Bari Bat.

Nel corso del dibattito si è parlato a lungo della questione meridionale, un’analisi fra passato e presente, è emerso che il Mezzogiorno ha rappresentato un problema nazionale sino a quando non sono state fondate le regioni, ma la situazione al giorno d’ oggi non è del tutto da bocciare. L’ istruzione necessita senza ombra di dubbio di un cambiamento, di strumenti innovativi, fra le soluzioni il rettore Uricchio ha proposto la Digithon School, un’idea condivisa dallo stesso Di Sciascio e De Bartolomeo.

L’ impegno è offrire opportunità lavorative ai giovani, è necessario che le imprese si impegnino socialmente e puntino sui giovani coerenti, adottando un piano nazionale di formazione è possibile risanare la situazione.

I vecchi governi hanno apportato qualche significativo cambiamento tra cui: fondo garanzia piccole e medie imprese, credito imposta, agevolazioni start-up, si tratta di iniziative che devono continuare nel corso del tempo sino a raggiungere i massimi livelli di miglioramento.

La domanda più legittima è: “dopo la fine degli studi, le Università creano opportunità lavorative?”, ogni Università dispone di un servizio di job placement, agenzie che favoriscono l’ingresso al lavoro, attraverso diverse forme di collaborazione, si tratta di occasioni di incontro fra neolaureati e aziende che facilitano l’occupazione lavorativa.

 

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