La fuga dai partiti. Se anche un politico si vergogna di un simbolo e del Palazzuolo

11 Settembre 2018 0 Di ladiretta1993

Prima si chiamavano festa dell’unità, festa tricolore, festa nazionale dell’amicizia ed erano organizzate dai politici e dalle sezioni dei partiti della città. Oggi, con la crisi dei partiti e l’affermazione dell’antipolitica, queste feste vengono in tutta Italia disertate: così i guru della politica cittadina, lungimiranti, hanno cambiato i nomi ed i format delle loro feste politiche per darsi visibilità.

Dai palchi di queste manifestazioni sono spariti i simboli dei partiti così come dalle schede elettorali, sostituiti da nomi di fantasia come per le liste civiche. I format sono stati completamente ribaltati, non più dibattiti politici che annoiano il pubblico, ma si invitano ospiti, popolari dal punto di vista mediatico, legati al mondo del giornalismo, della cultura o dell’imprenditoria, tutti amici della politica con qualcuno legato al soldo della stessa, tutti per dibattere su temi a sfondo culturale e tecnologico.

Alle nuove feste della politica non troviamo più i gazebo degli sponsor cittadini, spesso erano imprese ortofrutticole che esponevano cassette d’uva con acini giganteschi, questi sono stati sostituiti con gazebo dove si propongono libri oppure gazebo virtuali dove vengono proposte nuove app per cellulari. Qualcuno si chiederà chi finanzia queste manifestazioni?

La risposta è semplice: la politica e gli amici della politica. Sono cambiati i luoghi dove si svolgono, abbandonato il palazzuolo, ormai tutto è organizzato intorno al centro storico in maniera multicentrica dove i cittadini rispondono meravigliosamente, affollano le piazzette e le stradine quasi stessero in vacanza in una località rinomata. Poi cosa c’è di meglio in estate di una bella passeggiata e di un buon gelato.

 

Maurizio Rana

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