La movida biscegliese va! Valutazione di un’estate ormai agli sgoccioli

Bisceglie d’agosto e di inizio settembre. Con il caldo estivo ecco arrivare gli stranieri e i forestieri che intasano, con una babele di colori e di costumi non sempre castigati, le nostre spiagge, i locali della movida serale quali pizzerie, bar, bracerie, gelaterie, ristoranti ed ogni luogo, dove riuscire a trovare un tavolo libero fa sentire un conquistatore del mondo. Così come fa sentire un supereroe poter tirare l’alba in queste torride notti estive.
Bene, ottima cosa per le casse dell’economia locale. Ottima cosa per gli Amministratori della cosa pubblica biscegliese se hanno saputo prevedere e provvedere (?) a un programma di accoglienza turistica anche a carattere socio-culturale (orari biblioteche, pinacoteche, musei, ecc.) promuovendo convenzioni che facilitino la conoscenza vera (non romanzata o inventata) della nostra città.
Quale migliore pubblicità per le proprie capacità amministrative e politiche?
Ma … c’è sempre un ma di troppo (mah!)
Il punto è che questo estivo sovraffollamento non dipende da una oculata politica a vocazione turistica che, daltronde, gli attuali Amministratori non potevano avere in quanto da poco insediatisi sulle “sedie” provvisorie dei locali di Santacroce, sede “provvisoria” del Consiglio Comunale.
L’afflusso dipende dal rientro vacanziero dei nostri concittadini che lavorano sia all’estero (Germania, Svizzera, Belgio, ecc.) che nelle città industriali del nord (Torino, regione comasca, Milano, Verona, ecc.).
“Chi se ne frega, basta che portano soldi a Bisceglie”, potrebbe dire qualche sprovveduto che si accontenta di così poco.

Non essendo contento della piega sarcastica uscita del fluire dei pensieri sulla tastiera del computer nella stesura dell’articolo, provo ad analizzare il problema guardando i pro e i contro di questo afflusso estivo e vacanziero.
Quanti di questi soldi restano a Bisceglie?
1. Molti di questi “vacanzieri” estivi approfittano dei parenti residenti in loco per non pagare l’albergo, quindi: niente soldi!
2. Tantisssimi di questi fanno il turismo giornaliero fuori porta. Ovunque c’è una sagra o un’attrattiva turistica che Bisceglie non sa dare, ergo: niente soldi!
3. I gestori delle principali pizzerie e degusterie sia nel porto che lungo la dorsale marittima sono forestieri (molfettesi, tranesi, baresi, ecc.). Hanno dipendenti familiari o pagati a tempo parziale, se non addirittura a nero, ed il guadagno se lo portano nel loro paese d’origine; quindi: niente soldi.
4. Manca una programmata visita ispettiva alle attività notturne della città da parte della fiscalità locale che possa garantire la regolare emissione degli scontrini fiscali e la presenza del pos, reso obbligatorio dalla legge a far data dal 1° gennaio ma elusa dalla maggioranza dei gestori di attività commerciali, per i pagamenti in moneta elettronica (carte di credito, prepagate, ecc.). morale: niente soldi.
5. La maggioranza delle attività sono a regime forfettario con un basso indice tassativo se non anche tassato fuori comune, qui: pochissime entrate per il comune.
6. La sicurezza di chi frequenta certi locali non è garantita, con grave nocumento sull’immagine della movida biscegliese. Ne fanno fede i ricoveri quasi giornalieri per risse e varie presso il locale pronto soccorso, come ad esempio l’aggressione avvenuta nella notte del 15 agosto u.s. (come riportato dalla stampa locale). Per inciso, il ragazzo che subì l’aggressione, continua ad avere vuoti di memoria e si è dovuto operare per “perforazione del timpano”, ma non fa denuncia contro ignoti (?) per ovvie ragioni che ognuno può presumere, ergo: pochi potenziali frequentatori dai paesi limitrofi e pochi soldi.
Vogliamo sperare che la nuova Amministrazione, muovendosi sin d’ora, possa fare tesoro della presente analisi e prendere provvedimenti opportuni per garantire entrate al Comune (il che porterebbe minore fiscalità per i residenti) e sicurezza ai vacanzieri e non che animano la movida biscegliese, invidiataci da molti per il suo gran litorale che garantisce una pluralità di attività.
Senza inoltre dimenticarci degli altri aspetti turistici che vanno valorizzati e potenziati. Ma questa è altra storia.
Age

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