Ricchiuti a Salvini e Di Maio: «Il popolo delle Partite Iva non si sente tanto bene»

Per rivitalizzare i piccoli centri storici è sì una questione di ripristino urbanistico (eliminare ad esempio le brutture edilizie di questi ultimi decenni; togliere il “grigio” che caratterizza piazze, strade, periferie), ma è anche “ritornare ai piccoli negozi, alle botteghe”. Ogni serranda che chiude definitivamente è un pezzo di vita comunitaria di un luogo che finisce. Dobbiamo però essere chiari. Pensare che i piccoli negozi possano “resistere” alla concorrenza , dei negozi on line , dei centri commerciali, dei cosiddetti “outlet”, è cosa assai ardua, forse vana.

 

Il tema che voglio affrontare è il seguente : è possibile pensare e prevedere il mantenimento nei piccoli centri, nella piazze e strade di paese, di attività cosiddette residuali? La piccola bottega di generi alimentari, il negozio del calzolaio, la merceria , l’ortolano, il bar dove con un caffè o un bicchiere di vino uno può star lì seduto a un tavolo e parlare, o giocare a carte o leggere il giornale per una o due ore o mezza giornata , attività, è da chiarire, che consideriamo “residuali” per i redditi (inferiori alla media), “antieconomiche” per il gestore o il piccolo imprenditore che le esercita .

 

E’ possibile immaginare persone, “operatori” del commercio o del piccolo artigianato che “decidono” di guadagnare meno, di accontentarsi di meno, ma di poter svolgere un’attività che non ha l’angoscia costante, quotidiana, della competitività e, quel che è più importante, che debbono avere (queste attività “residuali”) costi di gestione bassi, molto bassi, che così permettono sì di guadagnare magari poco, ma avere poche spese fisse, così da poter lo stesso avere un reddito? Costi bassi significa affitti abbordabili (la vera piaga di chi vuol intraprendere un’attività commerciale adesso) e niente tasse, un’esenzione totale a chi decide di voler guadagnare poco e, di fatto, permette di mantenere vitale un luogo con la sua presenza, con la sua attività.

 

Su questo le istituzioni pubbliche, dai Comuni alle Regioni, al Governo potrebbero fare molto, e tutto il sistema ne avrebbe un vantaggio: le nostre proposte sono , costi dell’energia , tari , con tariffa simile a quelle ad uso abitativo , la detassazione degli affitti introducendo una ritenuta alla fonte (per esempio il 15%) e così il proprietario non ha nessun altro obbligo fiscale, l’esonero totale dalle tasse per redditi lavorativi (commerciali o artigianali) sotto un certo “palese, evidente” livello l’attuale politica fiscale degli “studi di settore”, dove si misura il reddito con i metri quadri di utilizzo di un’attività, con le persone impiegate, l’energia elettrica consumata eccetera, è risultata del tutto “incongrua e incoerente”; dannosa e fallimentare proprio perché ha colpito in primis le attività marginali e non solo .

 

Il Paese non deve perdere la propria umanità , che è fatta anche di relazioni , luoghi dove a fronte di poche entrate permette ai residenti , a volte spesso anziani di sopperire alle mancanze di luoghi idonei che le istituzioni avrebbero dovuto creare. Questo è il Popolo delle Partite Iva , argomenti e proposte di cui nessuno parla , perché marginali , ma noi ci rifiutiamo di concorrere a una società fatta di automi che abbia l’unico scopo della competitività , impostaci dalla economia globale e dai parametri inumani della commissione europea , che vede le attività commerciali solo dal punto di vista della competitività .

 

La nostra costituzione , non parla mai di “competitività” , ma in quasi tutti gli articoli e menzionata in sottointeso la parola “solidarietà” . Non ho da consigliarvi come la crisi mondiale , ma piccole cose che possono portare subito un beneficio nell’immediato a tutta la collettività e a generare nuovi posti di lavoro a pochi metri dalla propria abitazione.

 

E poi vi lascio Sign. Onorevoli alla domanda delle domande : Perché nel vostro contratto non è previsto l’abolizione del contributo minimale INPS obbligatorio di memoria craxiana a prescindere dal reddito reale in un mondo che è completamente cambiato ? (La Milano da bere è finita da un bel pò).

Mi dite il senso di far chiudere una piccola attività perché non riesce a pagare 4.000 euro all’anno di INPS , renderlo disoccupato per poi dargli il REI o il reddito di cittadinanza e successivamente la pensione sociale ? Non ci costa di meno lasciarlo aperto fargli pagare quello che può e ridargli l’orgoglio di alzarsi la mattina e poter lavorare e sentirsi utile ?

 

Lino Ricchiuti – Presidente Popolo Partite Iva

 

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