Roberta Rigante: «Se volete mi dimetto» e cita il caso di una bambina disabile

Roberta Rigante: «Se volete mi dimetto» e cita il caso di una bambina disabile

18 Settembre 2019 1 Di ladiretta1993

Atteso da ore, arriva il commento dell’assessore Roberta Rigante sul caso dell’assunzione del marito al Comune di Bitonto mediante lo scorrimento della graduatoria di un concorso del Comune di Bisceglie del 2014. Di seguito il testo dell’intervento pubblicato dall’assessore Rigante sul suo profilo Facebook.

Mentre imperversava (ed imperversa) la polemica su di me e sulla mia famiglia, io sono stata al comune, al mio assessorato, a tentare di dare risposte ai cittadini.
Oggi ho ricevuto il garante per i diritti dei detenuti, l’ufficio di esecuzione penale esterna di Bari e la Caritas per mettere a punto un protocollo di intesa che ci consenta di avviare progetti di reinserimento socio lavorativo di ex detenuti, rispondendo così ad una precisa esigenza del territorio, registrata in un anno di ricevimento dell’utenza e di ascolto, vero, dei cittadini.

Ho ricevuto due famiglie con lo stesso bisogno, la casa. Con il personale comunale abbiamo cercato di ipotizzare e costruire dei percorsi mirati che consentano a queste famiglie di trovare una casa in locazione, salvaguardando il diritto alla abitazione e quello dei proprietari a vedersi pagato il canone.
Abbiamo indirizzato più di un utente alle varie misure di sostegno al reddito esistenti, dopo aver ascoltato le difficoltà quotidiane di ciascuno.

Abbiamo verificato le condizioni di alcuni servizi comunali in partenza, programmato alcune attività future.
Nel mentre le telefonate ed i messaggi di solidarietà e di chi mi riconosce impegno, volontà e onestà.
Anche qualche altro messaggio di altro tenore che nn mi aspettavo, ma legittimo per tanti motivi.
Per me la politica è sempre stata questo: servizio.
L’ho sempre fatta con dedizione, passione, rigore, seguendo l’esempio di persone generose e genuine che mi hanno insegnato che la politica è un’arte nobile.

Né io né la mia famiglia ha mai ricevuto mezzo dico mezzo favore in ragione del mio impegno politico. Quello che abbiamo nella nostra vita privata e professionale é frutto del nostro studio, del nostro lavoro, di quello che sappiamo fare, dei nostri sacrifici, nostri e delle nostre famiglie d’origine e di chi ha creduto in noi.

Si chiedono le mie dimissioni?
Se questo corrisponde al bene della Comunità e al bene del progetto amministrativo che ho sostenuto, non ho problema alcuno a rimettere le mie deleghe, che sono nella disponibilità del Sindaco, il quale non troverà mai in me alcuna resistenza.
Di oggi a me restano le carezze che mi ha regalato C……, una bimba disabile, mentre parlavo con i suoi genitori. Solo le sue carezze. Null’altro.

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