Ricorso Tar: la parola all’avvocato del Comune, Di Lorenzo

A seguito delle notizie apparse sui giornali in merito alla mancata pronuncia da parte del Tar Puglia sull’istanza cautelare formulata dai ricorrenti consiglieri comunali Spina, Napoletano, Capurso, Russo, Preziosa e Amendolagine nella camera di consiglio del 29 gennaio scorso, l’avv. Di Lorenzo, responsabile dell’Avvocatura comunale costituitasi in giudizio per l’Ente, su richiesta dell’Amministrazione Comunale, precisa quanto segue:

“Appare certamente corretta l’affermazione secondo cui il Collegio, senza pronunciarsi espressamente sull’istanza cautelare dei ricorrenti, ha rinviato le parti all’udienza del 23 marzo prossimo per la discussione sul merito.

Non è corretta, invece, l’affermazione secondo cui tale rinvio sia l’effetto di una scelta processuale degli stessi ricorrenti.

L’inciso riportato da alcuni mezzi di informazione secondo cui “Semplicemente, la difesa tecnica dei ricorrenti ha ritenuto di far cancellare dal ruolo l’stanza cautelare al fine di far pronunciare quanto prima il Tar sul merito della causa” lascia intendere che tale cancellazione sia senz’altro conseguenza di una richiesta dell’avversa difesa.

Il che non è vero.

Durante la breve discussione il Presidente ha più volte invitato la difesa dei ricorrenti a indicare quale fosse il “periculum” (“pregiudizio grave e irreparabile”) alla base dell’invocata misura cautelare, sull’evidente presupposto della sua mancata individuazione da parte del Collegio.

La cancellazione della causa dal ruolo non deriva dunque da una “scelta” dell’avversa difesa, che difatti non ha mai rinunciato all’istanza cautelare né ha proposto un accordo per una richiesta congiunta di rinvio al merito, ma dello stesso Collegio che non ha ravvisato alcun periculum, né ha ritenuto necessario riservarsi sull’istanza in ragione della natura “accelerata” del rito. Donde il rinvio alla camera di consiglio del 23 marzo.

Il fatto quindi che sia mancato un provvedimento espresso non significa che il Tar non abbia valutato (in senso negativo) i presupposti dell’istanza cautelare”. 

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