Addio Olimpiadi, ma la biscegliese Elena Di Liddo continua a pensare positivo

Addio Olimpiadi, ma la biscegliese Elena Di Liddo continua a pensare positivo

30 Marzo 2020 0 Di ladiretta1993

L’ufficializzazione del rinvio di Tokyo 2020 al prossimo anno non l’ha colta di sorpresa, né al contempo ha scalfito di un centimetro la sua voglia di inseguire il sogno olimpico. Elena Di Liddo commenta l’inevitabile quanto dolorosa decisione di posticipare la rassegna a cinque cerchi alla luce dell’evoluzione della pandemia da coronavirus. «Era l’unica soluzione possibile per non cancellare la manifestazione– esordisce la farfalla biscegliese – . Sembrava assurdo pensare che si potesse posticiparla solo di qualche mese, i vertici del Cio, i presidenti delle varie federazioni e lo stesso governo giapponese hanno mostrato lucidità e buon senso. D’altronde noi atleti non siamo immuni, è di pochi giorni fa la notizia della positività al covid-19 da parte del ranista sudafricano van der Burgh. L’uscita allo scoperto di alcuni big dello sport vittime di contagio è stata determinante per accelerare la decisione di rinviare i Giochi».

Al momento la portacolori del Cs Carabinieri è praticamente ferma e si limita ad esercizi di stretching tra le mura domestiche. «Anch’io resto a casa come da disposizioni governative e faccio la mia parte – spiega Elena – . D’intesa con il tecnico Girardi aspetteremo la scadenza del decreto fino al 3 aprile, poi effettueremo le dovute valutazioni senza escludere un temporaneo trasferimento a Roma o comunque in una struttura fruibile per gli allenamenti. In calendario ci sarebbe l’Europeo di Budapest già spostato da maggio ad agosto, ma alla fine salterà anche questo. A settembre andrà avviata la preparazione olimpica, ma non si può certo restare fermi per sei mesi».

Il coronavirus rischia di mettere in ginocchio il movimento natatorio e più in generale lo sport italiano. «Tutti gli impianti pugliesi e di molte zone della Penisola sono chiusi, si tratta di un problema serio che andrà affrontato con estrema concretezza – sottolinea Di Liddo – . Risulta difficile tenere aperta una piscina per un’unica persona. Mi sono confrontata con il responsabile della Netium di Giovinazzo Lorenc Feleqi, struttura presso cui abitualmente mi alleno. Dobbiamo essere resilienti, avere pazienza e pensare in positivo, ma è indubbio che prima di settembre è difficile ipotizzare una ripresa dell’attività, anche a livello dilettantistico. A quel punto c’è da chiedersi quali strutture saranno allora in grado di riaprire, alla luce dei costi di manutenzione da sostenere in questo periodo? Mi auguro che i governanti, oltre all’industria ed al commercio, rivolgano particolare attenzione anche al rilancio dello sport italiano a partire dalle strutture».

MINO DELL’ORCO

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