BiMarmi, perchè l’ultimo lembo di una costa urbana inedificata sia salvaguardata

BiMarmi, perchè l’ultimo lembo di una costa urbana inedificata sia salvaguardata

14 Maggio 2020 2 Di ladiretta1993

Di seguito l’intervento di Enzo Sciascia, un commento “a voce alta” che sta facendo discutere da parte di un concittadino e apprezzato magistrato:

 

La maglia 165 (quella che comprende il capannone dismesso della “BiMarmi”) è l’ultimo lembo di costa urbana inedificata del territorio di Bisceglie.
I proprietari dei suoli, a partire dal 2011, hanno presentato un piano di lottizzazione con lo scopo di edificarvi. Il percorso amministrativo, lungo e complesso (scandito da vari pareri e prescrizioni della Regione e del Comune), sembra ora vicino alla sua conclusione, con la sentenza del TAR Puglia (572/2020) che ordina al Comune di decidere entro 120 giorni.
La maglia 165 è individuata dal Piano regolatore vigente (risalente agli anni ’70) come “zona di espansione”, quindi edificabile.
La bozza di Piano Urbanistico Generale elaborata nel maggio 2010, invece, prevede che quella zona sia destinata a “riuso” per realizzare “servizi, spazi verdi e centralità locali collegate da percorsi ciclopedonali”.
Negli ultimi 10 anni (2010-2020) le amministrazioni comunali che si sono succedute non hanno ancora fatto entrare in vigore il nuovo piano urbanistico. Perché?
Quale sviluppo vogliamo per la nostra Città?
La vogliamo bella e turistica o definitivamente cementificata?
I turisti da che cosa saranno attratti? Da un parco costiero (verde, percorsi ciclopedonali, giochi per i bambini, prossimità al mare) oppure dall’ennesimo complesso di palazzine?
Forse le unità immobiliari già esistenti non sono sufficienti a soddisfare le esigenze abitative della popolazione? C’è ancora bisogno di costruire e di consumare altro suolo con asfalto e cemento?
La decisione di rendere edificabile quella zona, presa negli anni ’70, può essere modificata, prima che sia troppo tardi?
Secondo il Consiglio di Stato (n. 3356/2008), sembra di sì.
In queste fotografie si vede il muretto a secco (che delimita parte della zona), tratto distintivo e identitario del paesaggio delle nostre campagne pugliesi. Che fine farà con l’edificazione?
E si vedono i tanti fiori primaverili che colorano la terra su cui si vorrebbe costruire.

Angelantonio Angarano, Gianni Casella, Angelo Michele Consiglio, Vittorio Fata, Francesco Napoletano,   Natale Parisi, Roberta Rigante, Peppo Ruggieri, Francesco Carlo Spina, Domenico Storelli, amministratori e consiglieri comunali, non è forse giunto il momento di imprimere una vera “svolta” alle politiche urbanistiche di Bisceglie? Non ritenete necessario salvaguardare “l’ultima porzione di costiera, importante e delicata, rimasta inedificata”? (cit.)
Si è parlato tanto, in questi mesi, di epidemia, di tutela della salute pubblica (sia come conservazione dell’integrità psicofisica, sia come promozione del benessere complessivo della persona) collegata anche ai cambiamenti climatici, di protezione dell’ambiente.
Bisogna ora dimostrare la capacità di affermare questi valori (non solo pretendendone la tutela dalla comunità internazionale e dal governo, ma soprattutto) nelle scelte concrete di cui si ha la responsabilità politica locale.
Un luogo in cui si mescolano armoniosamente il paesaggio rurale, i colori della primavera, i profumi e i suoni della campagna e del mare dovrebbe essere preservato strenuamente come risorsa, ecologica ed economica, dell’intera Comunità.

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