Maglia 165-BiMarmi, “Amministrazione con coscienza ambientalista? Allora perché non modifica il piano?”

Maglia 165-BiMarmi, “Amministrazione con coscienza ambientalista? Allora perché non modifica il piano?”

9 Giugno 2020 1 Di ladiretta1993

Enzo Sciascia è giudice presso il Tribunale di Trani e come cittadino biscegliese è sempre stato attivo nelle iniziative di impegno civile e nell’animare il dibattito pubblico della sua città.

Si inserisce dunque con competenza giuridica e volontà di dare un suo contributo di idee, l’intervento attraverso un post sul suo profilo Facebook sulla vicenda della maglia 165-BiMarmi. Una serie di osservazioni -punto su punto- per rispondere al comunicato firmato dall’Amministrazione comunale e diffuso qualche giorno fa. Lo pubblichiamo di seguito:

1. Dice il Presidente della Commissione urbanistica: «Quest’amministrazione ha lavorato con responsabilità e coscienza ambientalista all’interno dei margini di decisione politica entro i quali era realmente possibile muoversi».
Perché la maggioranza consiliare non ha promosso, con coscienza ambientalista, la modifica delle previsioni dell’attuale piano regolatore sulla maglia 165?
Dice il Consiglio di Stato: «(…) alla pubblica amministrazione è consentito adottare una variante al p.r.g. tale da rendere impossibile l’attuazione del piano di lottizzazione; infatti, l’amministrazione conserva il “ius variandi” nell’esercizio dei poteri di pianificazione ed espropriativi per l’attuazione del disegno urbanistico, salva la necessità di un’adeguata motivazione di tali varianti che incidono sulle aspettative giuridicamente qualificate dei partecipanti alle convenzioni» (3356/2008).

2. Dice l’Amministrazione comunale: «non è da sottovalutare il potenziale rischio di eventuali contenziosi che potrebbero innescarsi in danno del Comune, e che dunque potrebbero pesantemente gravare sul bilancio pubblico e sulle tasche dei cittadini, attivati dai privati che dovessero ritener leso il legittimo affidamento dagli stessi riposto in un iter provvedimentale».
Dice il Dirigente della Ripartizione tecnica (relazione del 25.02.2020), citando il TAR Toscana e il TAR Puglia: «l’adozione di un piano di lottizzazione, che non sia seguita dalla sua approvazione non è in grado di ingenerare alcun affidamento giuridicamente tutelato nei lottizzanti in ordine all’assetto urbanistico del territorio».

Nella vicenda giudiziaria decisa dal TAR Puglia (n. 403/2015), in un caso simile, a fronte di una richiesta risarcitoria di oltre 9 milioni di euro, il Comune di Trani fu condannato a pagare, in via equitativa, a titolo di risarcimento del danno da perdita di chance, solo 30 mila euro.

Annunci