Quel che resta dell’impianto sportivo di Salnitro

Quel che resta dell’impianto sportivo di Salnitro

28 Giugno 2020 0 Di Luca De Ceglia

Un impianto sportivo così malridotto non ce l’hanno nemmeno a Beirut. Anzi è ormai improprio annoverarlo tra gli impianti sportivi comunali. È un rudere e basta.

I residenti del rione Salnitro invocano da anni, invano, gli interventi di ripristino, decoro e rispetto delle regole civili.
Ora si chiede, a giusta ragione, vedendo lo stato dei luoghi inadeguato e pericoloso per l’incolumità pubblica, di sottoporlo ad un provvedimento di sequestro preventivo per evitare tragedie. Oppure di emettere un’apposita ordinanza sindacale di divieto di utilizzo.

Chi si fa male non esita poi a far causa al Comune.

Si tratta, infatti, di un immobile che fu costruito negli anni ‘90 nel rione Salnitro, ovvero di una pista per pattinaggio e di un “fazzoletto” di cemento per i giochi della pallavolo e del calcetto. Non c’è più nulla. Tutti miraggi oggi. Ne rimane solo un rudere colmo di erbacce e soprattutto di ferraglie arrugginite e taglienti. Insieme ai brandelli superstiti delle reti sono l’unica cosa che resta in quello che doveva essere un impianto sportivo e che negli anni è stata palestra di distruzione vandalica oltre ogni limite.

Si attendevano i lavori di recupero previsti sulla carta. Si spera ancora. Ciononostante in quella “terra” di nessuno, che non ha mai avuto spogliatoi e custodia, ogni giorno si torna a giocare ancora a calcio. Da abusivi, come sempre. Rimanere a guardare e non inibire l’uso di questo rudere significa assumersi responsabilità notevoli in eventuali sinistri.
Nella zona circostante vi è a pochi metri la movida notturna, che di “innovativo” ha portato le strisce blu del parcheggio a pagamento (anche per i residenti) colmi d’auto fino a tarda notte quando le luci della movida si spengono e tutto ricade nell’oblìo.

LUCA DE CEGLIA

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