Fisco, il biscegliese Ricchiuti (FdI): da affrontare il tema delle società pubbliche di riscossione

Fisco, il biscegliese Ricchiuti (FdI): da affrontare il tema delle società pubbliche di riscossione

2 Luglio 2020 0 Di ladiretta1993

“Si torna nuovamente a parlare della riforma fiscale solo nell’ottica della riduzione di qualche punto di percentuale di Irpef, come se questo risolvesse un male atavico che vede nel sistema sanzionatorio un’arma di distruzione di interi comparti produttivi e che con la crisi in atto potrebbe risultare fatale per l’intera economia nazionale. L’assurdita’ delle societa’ pubbliche di riscossione, ma in genere del fisco, e’ questa: chi presenta la dichiarazione dei redditi ha un’attivita’ legale, ma, al contempo, se si trova in difficolta’ finanziarie viene perseguitato, e le iscrizioni a ruolo tra sanzioni e interessi triplicano il debito originario. Chi, invece, esercita attivita’ economiche nella totale illegalita’, ovverossia nell’evasione totale, non solo fiscale ma in barba a qualsiasi legge e regolamento, puo’ rimanere tranquillissimo: non puo’ subire iscrizioni a ruolo per debiti erariali/contributivi non versati, in quanto manca proprio la dichiarazione, per cui non vi e’ la spontanea ammissione. Costui, quindi, non subira’ fermi amministrativi, non dovra’ chiedere rateizzazioni, non dovra’ pagare un bel nulla. Come puo’ lo Stato affermare, seppur non palesemente, che le sue leggi in materia fiscale sono solo un opuscolo di cattivi consigli? Praticamente una istigazione a lavorare in nero. Ed e’ risibile rispondere che ogni tanto qualcuno viene scovato, perche’ le pene sono risibili. Innanzitutto si puo’ ricostruire induttivamente soltanto gli ultimi 5 anni di reddito e colui che viene colpito puo’ patteggiare ad un terzo, ammesso che abbia intestato qualcosa. Quindi, chi ha reso dichiarazione dei redditi e non ha sufficienti risorse per pagare dovra’ pagare il triplo, chi ha evaso totalmente potra’ patteggiare un terzo calcolato su 5 anni di reddito calcolato induttivamente. Questo sistema sarebbe una trama adatta a un film comico, se non avesse cagionato morti”. Lo dichiara Lino RICCHIUTI, viceresponsabile nazionale Imprese e mondi produttivi di Fratelli d’Italia.