M5S: Angarano traballa e la città langue

La maggioranza di Angarano pare ormai vittima di veti incrociati e di una profonda debolezza politica. Il Consiglio Comunale di ieri è stato la prova lampante dello stato comatoso in cui versa la Giunta Angarano senza più una maggioranza solida a sostenerla. Ieri, solo grazie al “soccorso istituzionale” del Presidente del Consiglio Comunale – che ha garantito con la sua presenza il numero legale – la seduta è potuta proseguire, ma comunque si è stati constretti a rinviare all’aggiornamento del Consiglio Comunale del 9 luglio, per le numerose assenze fra i consiglieri di maggioranza, la discussione e approvazione delle decine di debiti fuori bilancio all’ordine del giorno.
Mal di pancia in maggioranza in vista delle nomine del Consiglio di Amministrazione della Bisceglie Approdi? Messaggi pre elettorali di alcuni consiglieri che vogliono avvisare Angarano che a questo giro dovrà decidere da che parte stare in vista delle Regionali? A destra o manca, questa volta, non è lo stesso visto che si candida il Vice Sindaco con il partito di Berlusconi e in maggioranza ci stanno “fior fior” di anti-belusconiani.
E in questa anarchia politico-amminisrativa, la Città langue. L’igiene urbana è una chimera, il rispetto dei più basilari principi di legalità, presidio del territorio e trasparenza sono un lontanissimo ritornello da campagna elettorale, la programmazione finanziaria ed economica un ricordo che si perde nel tempo visto che si va avanti a spron battuto solo con l’approvazione dei debiti fuori bilancio. Lo slogan della svolta è ormai “fuori il bilancio da Palazzo di Città”: a che servono il conto consuntivo e il bilancio di previsione se possiamo procedere, dilapidando le casse comunali, a suon di debiti?
Angarano e soci liberino al più presto la città dal giogo dei veti incrociati intestini e delle battaglie politiche di posizionamento elettorale. A Bisceglie serve un’amministrazione con le mani libere, non con le mani legate. Senza il pagamento di alcune cambiali elettorali l’Amministrazione non sta su? I nodi stanno venendo al pettine? C’è chi torna, dopo due anni e passa di attesa, a batter cassa? Lo scopriremo solo vivendo… in attesa di un commissario ad acta, di una nuova pronuncia della giustizia amministrativa o di altri organi giudiziari.

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