Avvistamenti (non) è un Festival: dal 27 al 29 agosto al Castello di Barletta

Avvistamenti (non) è un Festival: dal 27 al 29 agosto al Castello di Barletta

18 Agosto 2020 0 Di ladiretta1993

Il Cineclub Canudo organizza dal 27 al 29 agosto 2020, nella prestigiosa sede della Piazza d’armi del Castello di Barletta, la diciottesima edizione di Avvistamenti (non) è un Festival, con la direzione artistica di Antonio Musci e Daniela Di Niso. Questo progetto è realizzato grazie al sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo nell’ambito del programma Italian Council (2020)”, dell’Assessorato all’Industria Turistica e Culturale – Gestione e Valorizzazione dei Beni Culturali della Regione Puglia e dell’Assessorato alla cultura del Comune di Barletta nel programma di attività Si va in scena, frutto di un bando che il Comune di Barletta, d’intesa con gli operatori culturali e dello spettacolo della città, ha approvato con l’intento di sostenere le realtà artistiche locali, le imprese culturali e i lavoratori dello spettacolo così pesantemente colpiti dall’epidemia da Covid-19, recuperando le risorse dallo spostamento al 2021 della rievocazione storica della Disfida di Barletta e di numerosi spettacoli della Stagione Teatrale 2020.

L’evento rappresenta il primo passo di una serie di attività dedicate al grande artista Paolo Gioli, che sarà al centro di un corposo progetto espositivo che nel corso del 2020 e del 2021 intende rendergli omaggio, esponendo oltre cento sue opere di diverso formato. Il Cineclub Canudo, infatti, ha presentato il progetto “Paolo Gioli: Antologica/Analogica – L’opera filmica e fotografica (1969-2019)”, a cura di Bruno Di Marino, nell’ambito dell’Avviso pubblico del MIBACT “Italian Council” (8 edizione, 2020), classificandosi al secondo posto. Sono stati finanziati complessivamente 19 progetti in tutta Italia: la nostra candidatura rientra tra le uniche due provenienti dal Sud e tra le sole due mostre internazionali ammesse al finanziamento. Il progetto si svilupperà in Italia e in Cina, al Three Shadows Photography Art Center di Pechino, che può vantare la presenza media di mezzo milione di visitatori l’anno all’interno dei suoi spazi espositivi.

Per quanto riguarda l’evento di Barletta, il programma sarà incentrato sulla figura di Paolo Gioli, a cui saranno dedicati gli omaggi visivi e sonori del videoartista Igor Imhoff e del compositore Gabriele Panico, nell’ambito dell’ottava edizione della Rassegna di Suoni Immagini Sonimage.

Il 27 agosto, alle 20.30, in programma due sonorizzazioni, eseguite dal vivo da Gabriele Panico, dei film  Piccolo film decomposto (1986) e Metamorfoso (1991), entrambi di Paolo Gioli, a cui seguirà la proiezione di Film stenopeico (1973-1981-1989), sempre di Gioli.

Il 28 agosto, alle 20.30, si prosegue con la sonorizzazione, eseguita dal vivo da Igor Imhoff, del film  di Gioli Traumatrografo (1973) e a seguire la performance audiovisiva Hypnogram (Quando l’occhio trema), che propone materiali video e sonori inediti, trattati dal vivo da Imhoff, un chiaro omaggio al film del maestro Gioli, Quando l’occhio trema (1991), che sarà proiettato subito dopo.

Il 29 agosto, alle 20.30, la rassegna si chiude con la performance audiovisiva Ih870 – Sotto Traccia (2020), che vedrà Imhoff e Panico protagonisti di un dialogo serrato tra immagini (del primo) e suoni (del secondo), senza mai perdere di vista il riferimento a Paolo Gioli, di cui, in conclusione, sarà proiettato uno straordinario lavoro in VHS che testimonia l’estrema versatilità di Gioli, vero e proprio alchimista delle immagini in movimento.

Nel corso delle tre serate Igor Imhoff e Gabriele Panico parteciperanno a incontri con il pubblico nel corso dei quali saranno messi a fuoco gli aspetti essenziali del rapporto tra i film del maestro Gioli e le immagini e i suoni appositamente creati per questo omaggio dedicatogli dai due artisti pugliesi, tra i più interessanti nel panorama della sperimentazione audiovisiva contemporanea.

 

Igor Imhoff è nato e cresciuto in un mondo a 8 bit si è formato producendo e ideando videogame per poi indirizzarsi verso altre forme di espressione, non solo digitali. L’ossessione per l’immagine in movimento, i metodi per preservare la memoria, la passione per gli elementi simbolici e antropologici primitivi sono coniugati alla pratica digitale, che si direziona energicamente verso un gusto d’avanguardia; dall’animazione, alla installazione interattiva, fino ad arrivare al teatro, al videomapping e agli ambienti virtuali, alla costante ricerca di una via di fuga”. Numerose le mostre, le partecipazioni ai festival in Italia e all’estero e le collaborazioni. Attualmente è docente di Applicazioni digitali per l’arte, di tecniche di Animazione Digitale presso l’accademia di Belle arti di Venezia. È anche docente di Effetti speciali e VR al Master di I livello of Fine arts in filmmaking presso l’università Ca Foscari di Venezia.

 

Gabriele Panico è compositore, producer e musicologo. Dalla fine degli anni ’90, fondando il network Larssen, esplora l’universo sonoro contemporaneo lavorando sui possibili sviluppi dei linguaggi musicali moderni. La sua musica per solisti, formazioni cameristiche e orchestre, con strumenti acustici e trattamenti elettronici, è di frequente ospite in numerosi festival nazionali e continentali. Ha firmato numerose colonne sonore per il cinema, la televisione e la pubblicità e ha sonorizzato numerosi eventi di arte contemporanea, di comunicazione multimediale e di carattere fieristico-espositivo. E’ anche consulente per l’arte e il multimedia per importanti società editrici pubbliche e private. Attivo discograficamente dai primi 2000, ricordiamo i titoli più recenti: “Incassini” (2019) e “Ouvertures” (2017) a nome Larssen, “OST Il Successore” (2020) e “Orsobruto” (2016) a nome Gabriele Panico.

 

L’evento è gratuito ed è consigliato ad un pubblico adulto, per cui non sarà consentita la partecipazione ai minori non accompagnati.

 

In ottemperanza alle disposizioni Covid-19 in materia di pubblico spettacolo, gli eventi si svolgono nel rispetto di alcune semplici regole: l’ingresso è previsto per le ore 20.30, con la registrazione degli spettatori, mentre l’inizio degli eventi è previsto per le ore 21. Tutti gli spettatori dovranno essere muniti di mascherina, che potrà essere tolta una volta raggiunto il proprio posto a sedere, mantenendo la distanza di sicurezza. Tutti gli eventi in programma per Avvistamenti sono gratuiti, ma l’ingresso sarà consentito solo attraverso la prenotazione dei posti all’indirizzo e-mail: sonimage@avvistamenti.it. È consentito l’ingresso fino a un numero massimo di 120 spettatori, tra cui avranno la precedenza gli spettatori che avranno già provveduto alla registrazione dei propri dati anagrafici via e-mail all’indirizzo suindicato.

 

 

info: 340 2215793 – 340 6131760

sonimage@avvistamenti.it

www.avvistamenti.it

 

Avvistamenti è un progetto articolato che focalizza l’attenzione sul mondo del cinema e dell’audiovisivo e sul suo complesso rapporto con le altre arti, organizzato dal Cineclub Canudo a partire dal 2002 a Bisceglie, recuperando la storia e il significato dell’antico nome della città: Vigiliae. Letteralmente sentinella, vedetta, questo nome si riferisce alla sua storica vocazione all’avvistamento, data la strategica collocazione sul mare. Avvistare vuol dire guardare lontano, vedere ciò che è distante o non facilmente visibile all’occhio umano. L’avvistamento presuppone quindi una giusta distanza dalle cose, che permette di metterle bene a fuoco: una distanza intesa non come barriera insormontabile, ma come distesa che si offre al vedere e confine da varcare, un territorio da esplorare e in cui avventurarsi per primi. Guardare lontano, infatti, significa anche vedere in anticipo per orientare la rotta, prevedere nuovi orizzonti e preconizzare nuovi linguaggi e visioni, percorrendo rotte spesso sconosciute, una sorta di no man’s land delle immagini in movimento, mentre si tenta invano di ridefinire i confini tra video e cinema, analogico e digitale, percezione reale e realtà virtuale.

È proprio il suo carattere innovativo che colloca questo progetto su un terreno ibrido, fatto di contaminazioni fra linguaggi e media diversi: non a caso a questo proposito si parla sempre più spesso oggi di intermedialità, di cui potremmo individuare un primo storico anticipatore  proprio nella figura del pugliese Ricciotto Canudo, a cui il nostro Cineclub è intitolato, il quale già agli albori del cinema, nei primi anni del Novecento, credeva fermamente nella possibilità di un’arte totale, il cinema appunto, coniando la definizione di “Settima Arte”, vista come fusione di tutte le arti. Del resto, in anni più recenti, nel 1966, l’artista Dick Higgins, allievo del musicista John Cage e animatore del movimento di avanguardia Fluxus, pubblicò sul primo numero della rivista da lui fondata «Something else newsletter» un manifesto dal titolo Intermedia, che propugnava una fusione capillare fra i diversi linguaggi artistici, cifra di una nuova mentalità tutta protesa verso la fluidità invece che verso la categorizzazione.

Avvistamenti, fin dalla sua prima edizione, si pone come punto di riferimento per la ricerca e la sperimentazione in ambito artistico, tra video, cinema, musica, teatro e arte contemporanea, con proiezioni, mostre, videoinstallazioni, workshop, performance e incontri con artisti. Avvistamenti è un progetto dedicato all’innovazione audiovisiva e sonora, alla sperimentazione artistica e cinematografica, al video d’autore e alla musica elettronica e contemporanea, alla connessione tra diversi linguaggi artistici, all’intermedialità e all’expanded cinema, al rapporto tra suono e immagine, all’installazione interattiva e multimediale, alla videoarte e alla videoperformance.

 

 

Paolo Gioli

 

 

Nasce a Sarzano (Rovigo) il 12 ottobre 1942. Nel 1960 si stabilisce per qualche anno a Venezia dove frequenta la Scuola Libera del Nudo presso l’Accademia di Belle Arti. Nel 1967 è a New York dove resterà solo un anno, ottiene una borsa di studio dalla John Cabot Foundation di Boston ed entra in contatto con i galleristi Leo Castelli e Martha Jackson. In America scopre il New American Cinema. Rientrato in Italia alla scadenza del visto di soggiorno (che non gli viene rinnovato per l’atteggiamento più severo dell’US Immigration Office a seguito dell’uccisone di Luther King e di Bob Kennedy), nel 1970 si stabilisce a Roma dove entra in rapporto con la Cooperativa Cinema Indipendente. È tra Rovigo e Roma che produce i suoi primi film che sviluppa da se stesso usando la cinecamera come un laboratorio sulle orme dei Lumière. Nel ’76 si trasferisce a Milano dove, oltre al cinema, si dedica con continuità alla fotografia. Ma è nel polaroid che Gioli troverà un mezzo sorprendentemente duttile con cui portare avanti la sua ricerca, anche travasando la materia su supporti diversi dalla pellicola, come la carta e la tela, apparentando così il polaroid alle arti belle. Ed è sin dai primi anni ’80 che Gioli riceve per la fotografia i primi riconoscimenti importanti con una personale all’Istituto Nazionale per la Grafica di Roma (1981), al MNAM Centre Pompidou di Parigi (1983), ai Rencontres Internationales de la Photographie di Arles dove sarà ospite più volte con una personale anche al Museo Réattu (1987) e l’onore della copertina del catalogo 1984 di AIPAD l’Association of International Photography Art Dealers.

Nel 2006 l’italiana RaroVideo ha pubblicato un doppio dvd con una selezione di quattordici suoi film. Nello stesso anno i film di Gioli vengono presentati per la prima volta a Views From The Avant-Garde, una sezione speciale del New York Film Festival dove Gioli è ormai una presenza costante. L’anno seguente Gioli è invitato come artist on focus alla 44 edizione dell’Hong Kong In- ternational Film Festival dove verrà poi chiamato ogni anno a presentare la sua ultima produzione. Nel 2008 una selezione di suoi film è presentata all’Ontario Cinémathèque a Toronto e, successivamente, a Wavelenght, la sezione speciale del Toronto International Film Festival dedicata all’avanguardia. A giugno 2009 il Festival di Pesaro gli tributa un omaggio con una rassegna completa dei suoi film mentre a dicembre dello stesso anno esce un volume monografico edito dal CSC – Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma sul suo lavoro di film-maker. A Parigi, nell’Estate del 2010 la Cinémathèque francese presenta una vasta rassegna delle sue opere e viene pubblicato un triplice dvd con l’opera filmica completa da parte di Minerva Rarovideo (sia in Italia che negli Stati Uniti). Nell’estate 2014 la rivista americana «Artforum» gli dedica un lungo articolo illustrato. Nel 2015 Gioli partecipa con una selezione di opere al Padiglione Italia  della 56° Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Nel 2016 il centro culturale Peep-hole di Milano, diretto dal direttore pro tempore del Miart di Milano, Vincenzo de Bellis (successivamente chiamato ad essere associate director dell’importante Walker Art Center di Minneapolis), gli dedica una importante retrospettiva. Nel 2018 Gioli è invitato per una sua personale all’Accademia Americana di Roma, unico italiano ad esporre una mostra tutta sua in quel luogo dalla fondazione di quella Istituzione. Oggi vive e lavora a Lendinara (RO).

 

Tra le personali degli ultimi tre anni: Paolo Gioli. Cuerpos evocados por la noche a cura di Giuliano Sergio, Istituto Italiano di Cultura, Madrid, Febbraio 2017;  Paolo Gioli, Anthropolaroid, a cura di Peter Benson Miller, American Academy, Rome, Ottobre 2018; Dialoghi – Joan Fontcuberta/Paolo Gioli, a cura di Joan Fontcuberta, Galleria del Cembalo, Roma, Ottobre 2019;

Tra le collettive degli ultimi 3 anni: Time Machine. Vedere e sperimentare il tempo, a cura di AaVv, Palazzo del Governatore, Parma, attualmente in corso.

 

Bibliografia

 

-AaVv, Paolo Gioli. Imprint Cinema/Un cinema dell’impronta, Centro Sperimentale Cinematografia, 2009;

-Bruno Di Marino (a cura di), Tutto il cinema di Paolo Gioli (libro con 3 dvd), Rarovideo, Roma, 2010;

-Elio Grazioli, Paolo Gioli, Nature attraverso, Silvana Editoriale, Milano, 2017;

-Roberta Valtorta, Paolo Gioli, Etruschi Polaroid 1984, Humboldt Books, Milano, 2018;

-Roberta Valtorta, Paolo Gioli, Transfer di volti dell’arte Postmedia books, Milano, 2018;

-Giacomo Fragapane, Paolo Gioli, Cronologie, Johan & Levi, Milano (in corso di pubblicazione);

-AaVv, Paolo Gioli, Les Presses du Réel, Paris (in corso di pubblicazione).

 

 

Collezioni museali

 

Art Institute of Chicago, Chicago (Ill)

George Eastman House, Rochester (NY)

Harvard Film Archive, Cambridge (Mass)

The Museum of Fine Arts, Houston (Tex)

Minneapolis Museum of Art, Minneapolis (Minn)

Museum of Modern Art, New York (NY)

New Mexico History Museum, Santa Fé (NM)

 

MEP – Musée Européen de la Photographie, Paris

MNAM – Centre Georges Pompidou, Paris

Musée de la Maison Courbet, Ornans

Musée Etienne-Jules Marey, Beaune

Musée Nicéphore Niépce, Chalon s/Saône

Musée Réattu, Arles

SFP – Société Française de la Photographie, Paris

 

Ca’ Pesaro, Gall. int.le d’arte moderna, Venice

GNAM – Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Rome

ING – Istituto Nazionale per la Grafica, Rome

Museo di Fotografia Contemporanea, Cinisello B. (Milan)

 

Musei Vaticani, Città del Vaticano