Vecchie Segherie: venerdì 11 presentazione Lost Tapes vol. 4 di Minafra dedicato a Mimi Laganara e alla sua orchestra

Venerdì 11 settembre alle ore 19,30 le Vecchie Segherie Mastrototaro di Bisceglie ospitano la presentazione del cd, organizzata dal comune di Bisceglie, Lost Tapes vol 4 Mimì Laganara con Livio Minafra e la partecipazione di Mimì Laganara, l’attore Livio Berardi e Donato Cillis alla conduzione (ingresso libero sino ad esaurimento posti disponibili, prenotazione obbligatoria in ottemperanza alle norme Covid allo 080.8091021 – info@vecchiesegherie.it). La storia affascinante di Mimì Laganaranato a Bisceglie il 13 ottobre 1928, personaggio di spicco del jazz del dopo guerra e protagonista del nuovo cd della collana biografica Lost Tapes del pianista Livio Minafra, pubblicata dall’etichetta Angapp Music, dedicata alla ricerca, recupero e restauro del lavoro di figure pugliesi di rilevo del jazz internazionale. Nel 1944 a Bisceglie americani e inglesi formano un’orchestra da ballo jazz completandola con alcuni musicisti locali tra i quali il giovane Laganara alla fisarmonica. Quest’esperienza, più l’acquisto di numerosi V-Disc direttamente dai soldati americani per 50-100 lire, lo portano negli anni a formare una vera e propria Big Band che inizialmente prese il nome di Ragazzi Matti o Crazy Band, con un esplicito riferimento al noto manicomio cittadino e nel 1949 nacque la Mimì Laganara e la sua Orchestra. Medico presso un casa di riposo gestita da suore, fu messo di fronte alla scelta di quale strada seguire poiché le suore e i religiosi dell’epoca ritenevano ‘indecoroso’ suonare musica da ballo. Mimì, così decise di abbondare la musica e il suo progetto dell’orchestra –  eccezione per la presenza in “Bisceglie Gershwin” del 1975 in compagnia del pianista Sante Palumbo – e dedicarsi alla sua professione di Primario di Medicina Generale e Malattie Infettive presso l‘Ospedale Vittorio Emanuele II di Bisceglie, dove vive tuttora.

Le registrazioni, effettuate quasi per caso dal biscegliese Peppino Valls con un filofono e ora opportunamente restaurate a più mani da Tommy Cavalieri, Martino Tempesta e Gianluca Caterina, fanno rivivere quel periodo, quella freschezza e quell’entusiasmo post-bellico unico nel suo genere. Da sottolineare la presenza di un giovanissimo chitarrista, Peppino Rana, padre del pianista Enzo Rana e nonno delle virtuose soliste classiche Ludovica e Beatrice Rana.

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