Elettori positivi, solo in pochi chiedono voto a casa

Le prime elezioni in era Covid rischiano di essere anche le prime nelle quali e’ altissima la probabilità che le persone più fragili, a partire proprio dai positivi al virus fino agli anziani, disertino le urne. Un rischio, e un vulnus per la democrazia, contro il quale non sembra esser bastato il decreto che il governo ha approvato ad agosto definendo le regole per la tornata elettorale tra le quali l’istituzione di seggi nei reparti Covid degli ospedali e la possibilità del voto a domicilio: sono infatti meno di un migliaio le domande arrivate per esercitare il diritto di voto da casa. Ma i malati in isolamento domiciliare sono ad oggi 38.853, senza voler contare tutti coloro che sono in quarantena perchè contatti stretti di positivi. Dalle sette regioni in cui si vota le richieste pervenute sono pochissime: dalla Toscana ne sono arrivate finora 400, ed è la cifra più alta, mentre in tutte le Marche sono meno di cento (22 in provincia di Pesaro Urbino, 17 in quella di Ascoli, 15 in quella di Ancona e 4 in quella di Macerata).

Al comune di Napoli solo 13 domande, due di meno di quante sono quelle in tutta la provincia di Genova. In Puglia sono invece 28 in provincia di Bari, 9 in quella di Brindisi, 8 in quelle di Lecce e Taranto. E otto sono anche le richieste dei cittadini della provincia di Imperia che hanno chiesto di poter votare da casa. Il decreto di agosto dice che le domande dovevano pervenire ai sindaci “in un periodo compreso tra il decimo e il quinto giorno antecedente quello della votazione”. Dunque il termine sarebbe abbondantemente scaduto ma il Viminale ha rimesso ai primi cittadini la facoltà di accettare la richiesta fino all’ultimo momento utile. Non solo. Per far si’ che meno persone possibili siano costrette a disertare le urne non per loro volontà, il ministero ha emanato una circolare ai prefetti affinché sensibilizzino i sindaci. “In considerazione dell’attuale situazione epidemiologica”, scrive il capo Dipartimento per gli Affari interni e territoriali del ministero Claudio Sgaraglia, è necessario che i primi cittadini “prevedano misure ritenute piu’ idonee per tutelare maggiormente gli elettori anziani o più fragili, che in questo contesto risultano essere più esposti a rischio di contagio, valutino anche eventuali misure che consentano l’accesso agevolato al seggio elettorale” scrive il capo Dipartimento per gli Affari interni e territoriali del ministero Claudio Sgaraglia. Su questo fronte il Dipartimento della Protezione Civile ha assicurato la disponibilità del Volontariato di protezione civile a svolgere, se chiesto dalle autorità competenti, un’attività di assistenza agli elettori, specie se anziani, fuori dagli edifici che ospitano le sezioni elettorali, per una informazione sulle misure di sicurezza sanitaria adottate per prevenire i rischi di contagio

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