Covid: in Puglia preoccupano movida e scuole. A Molfetta 63 contagi

I vertici sanitari pugliesi temono che una festa in un reparto dell’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari, protagonisti 12 medici e 8 infermieri, possa generare un focolaio Covid interno ed esterno. I primi tamponi hanno individuato un solo positivo, un medico, ma l’Asl Bari ha avviato il ‘contact tracing’ per ricostruire la catena del contagio e, per precauzione, ha disposto l’isolamento fiduciario per tutti i dipendenti coinvolti. In questo momento, però, gli anelli deboli in Puglia sembrano essere le scuole e la movida, tanto che il sindaco di Bari e presidente Anci, Antonio Decaro chiede al governo “di lasciare i locali aperti, ma di bloccare la somministrazione di alimenti e bevande all’esterno, proprio per bloccare a monte la possibilità di assembramenti”.

A Molfetta,   in sole 24 ore si e’ passati da 20 a 63 contagi, un cluster generato in ambito scolastico, tanto che il sindaco Tommaso Minervini, in accordo con l’Asl Bari, e’ stato costretto a mettere in quarantena diverse classi della scuola elementare “Carnicella”. Solo in provincia di Bari sono state scoperte positività in 25 scuole diverse, in appena due settimane. Il bollettino di oggi parla di 136 nuovi casi in Puglia (su 2.433 tamponi), In calo rispetto alla media di 200 contagi giornalieri dei giorni scorsi, però il numero dei test e’ dimezzato, quindi l’incidenza dei contagi resta elevata. Sale anche il numero di vittime: con i 6 decessi di oggi sono 614. Le terapie intensive, pero’, sono vuote: 19 pazienti su 3.913 positivi. Dati confortanti, in linea con l’andamento nazionale, che fanno dire al premier Conte, in visita a Taranto, che un nuovo lockdown generalizzato lo escluderebbe: “Se la curva dovesse continuare a salire, si potrebbe pensare a lockdown circoscritti”, ha spiegato.

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