Contrasto alla povertà: firmato protocollo con Caritas, Centro per l’impiego e Csv San Nicola

Avviare il processo di messa in rete degli attuali interventi di contrasto alla povertà verso un’azione più sinergica ed incisiva passando da azioni di semplice assistenza e/o beneficenza verso la “presa in carico integrata” di soggetti in situazione di povertà estrema ed esclusione sociale, favorendo progetti di accompagnamento per possibili inserimenti lavorativi. È l’obiettivo centrale del protocollo sottoscritto stamane in Comune dal Sindaco di Bisceglie, Angelantonio Angarano, dal Direttore della Caritas Diocesana di Trani-Barletta-Bisceglie, Don Raffaele Sarno, dal Responsabile del Centro per l’impiego dell’Ambito provinciale Bat, Tiziana Carmen Giuseppina Tamburrino, e dal presidente del Centro Servizio al volontariato (CSV) San Nicola, Rosa Franco.

“Il nostro impegno è massimo per sostenere chi è in difficoltà cercando di non lasciare indietro nessuno”, ha spiegato il Sindaco di Bisceglie, Angelantonio Angarano. “Il protocollo ha quindi l’ambizione di andare oltre l’emergenza e di continuare a rafforzare ulteriormente la rete già al lavoro per sostenere le fragilità durante il Coronavirus che dia risposte non solo in questo delicato momento che stiamo attraversando ma avvii un percorso stabile a lungo termine per il reinserimento nella vita sociale, civile, lavorativa, ridando speranza a chi la sta perdendo”.

“La lotta alla povertà e all’esclusione non può più prescindere da una visione orientata al superamento del mero assistenzialismo”, ha aggiunto Roberta Rigante, Assessore alle politiche sociali del Comune di Bisceglie, che ha lavorato al protocollo insieme al consigliere comunale Loredana Bianco. “La cooperazione sarà fondamentale per agire in questo delicato tema con un approccio sinergico funzionale ad uscire dallo stato di bisogno non attraverso contributi spot che certo non risolvono il problema, ma attraverso diverse azioni mirate. Per esempio lavorando per accrescere le conoscenze, le competenze e le capacità relazionali degli adulti, anche coinvolgendoli attivamente nella realizzazione di percorsi formativi con apporti multidisciplinari ed interdisciplinari; definendo modalità organizzative di scambio di informazioni a supporto delle famiglie e dei singoli in difficoltà; concorrendo alla rilevazione dei bisogni familiari ed alla incentivazione dell’incontro tra bisogni e servizi territoriali in ambito familiare”.

Il protocollo resta assolutamente aperto ai soggetti interessati a sottoscriverlo (terzo settore, enti pubblici, ecc.) che possono inviare al Comune di Bisceglie richiesta di ammissione in carta semplice allegando il proprio statuto.

“Trovo lodevole l’interessamento verso le condizioni di povertà che hanno portato alla redazione e alla sottoscrizione del protocollo”, ha commentato la Responsabile del Centro per l’impiego dell’Ambito provinciale Bat, Tiziana Carmen Giuseppina Tamburrino. “Contribuiremo con tutte le nostre forze a ridare dignità a queste persone”.

“Per noi questo protocollo si pone in continuità con un percorso già intrapreso nel quale crediamo fortemente, vale a dire la collaborazione con le istituzioni e le associazioni che sul territorio si occupano di contrastare la povertà”, ha dichiarato il Direttore della Caritas Diocesana di Trani-Barletta-Bisceglie, Don Raffaele Sarno. “In questo protocollo inoltre leggiamo un’opportunità pedagogica nei confronti delle nostre comunità ecclesiali alle quali chiediamo di non chiudersi in maniera autoreferenziale ma di aprirsi alle altre realtà territoriali perché i problemi che ci troviamo ad affrontare sono grandi e non è possibile farvi fronte da soli. Per questo abbiamo aderito con entusiasmo a questo protocollo”.

“Abbiamo accolto molto favorevolmente l’iniziativa del Comune di Bisceglie perché punta sulla cooperazione per rispondere al bisogno delle persone”, ha sottolineato il presidente del Centro Servizio al volontariato (CSV) San Nicola, Rosa Franco. “È importante che si agisca insieme avendo presente la persona nella sua interezza. Lavorare insieme è un modo anche per far comprendere a chi esterna un bisogno che c’è una comunità che lo accoglie ed è pronta a farsi carico delle sue necessità perché ciascuno di noi appartiene all’altro ed è importante che nessuno sia lasciato solo nel suo bisogno”.

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