Scuola: depositato il dossier della Regione al Tar, al 12 novembre oltre mille positivi

“Su un totale di 562 scuole, sono stati individuati ben 1.055 casi di positività fra alunni e personale scolastico, pari al 6,5% dei casi riportati in totale durante il periodo successivo alla apertura delle scuole (16.155). Questi casi di positività nella comunità scolastica, nello stesso periodo, hanno generato ben 7.180 provvedimenti di isolamento domiciliare fiduciario”.

E’ un passaggio della relazione, datata 12 novembre, a firma di Vito Montanaro, direttore del Dipartimento Salute della Regione Puglia, e del futuro assessore regionale alla Sanità Pier Luigi Lopalco, sull’andamento dei contagi correlato all’apertura delle scuole. La relazione è stata depositata nel procedimento dinanzi al Tar chiamato a decidere sulla legittimità dell’ordinanza con la quale, a fine ottobre, il presidente Michele Emiliano ha sospeso la didattica in presenza in tutte le scuole. Emiliano, che aveva chiesto di sottoporsi a “interrogatorio libero”, non è stato ascoltato oggi in udienza dai giudici. Le ragioni a fondamento della sua ordinanza, però, sono contenute nella relazione che analizza l’andamento dei contagi. “Il periodo successivo alla apertura delle scuole – si legge – ha fatto registrare nella regione un netto incremento del numero assoluto dei contagi” e “la proporzione di casi nei soggetti di età 6-18 anni, rispetto al totale dei casi nello stesso periodo, è quasi raddoppiata passando dal 5,5% al 10,7%”.

Poi “nella prima settimana successiva alla emanazione della ordinanza – prosegue – si è osservata una riduzione” di casi tra gli under 18. Al Tar l’avvocatura regionale ha depositato anche un’altra relazione, datata 11 novembre, contenente i dati dei casi positivi legati a contesti scolastici suddivisi per provincia, e una memoria nella quale si spiega che “consentire il ritorno in presenza di tutti gli alunni delle scuole del ciclo primario (elementari e medie) comporterebbe un pregiudizio certo in termini di incremento della diffusione del contagio e di tenuta del sistema sanitario, in un momento storico caratterizzato da interessi che vanno ben oltre le parziali e miopi visioni personali”.

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