Ulteriori restrizioni a Bisceglie, il Sindaco decide: negozi chiusi dalle 19 alle 5

Il Sindaco di Bisceglie, Angelantonio Angarano, ha firmato un’ordinanza con la quale dispone sul territorio comunale, dal 23 novembre al 3 dicembre, di sospendere quotidianamente, dalle ore 19 alle 5 del giorno successivo, le attività di vendita al dettaglio del settore non alimentare (fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità ricomprese nell’elenco di cui all’allegato 23 del DPCM 3 novembre 2020), sia negli esercizi di vicinato sia nelle medie strutture di vendita. Alle suddette attività è data facoltà di effettuare orario continuato o di modulazione orario di apertura secondo la propria organizzazione aziendale, nell’ambito della fascia oraria sopra indicata (ore 5-19). Agli stessi orari di apertura devono allinearsi tutti i negozi H24 dediti alla distribuzione automatica di alimenti e bevande, con la possibilità di proroga di un’ora per la chiusura (quindi alle ore 20) solo se gli esercenti assicurano il controllo degli accessi al fine di garantire il distanziamento ed evitare assembramenti.

“L’andamento del contagio impone ulteriori misure restrittive a tutela della salute pubblica, in continuità con l’ordinanza vigente sulla limitazione di accesso e stazionamento in diverse aree della Città”, ha sottolineato il Sindaco Angarano. “Anticipare la chiusura delle attività non ci fa piacere, siamo ben consapevoli delle pesanti difficoltà dei commercianti, con i quali ci confrontiamo quotidianamente. Ma in questo momento è prioritario frenare la diffusione del virus. Per questo è opportuno limitare ulteriormente il rischio di assembramenti in Città, soprattutto quando sono più probabili, ovvero nelle ore del tardo pomeriggio e serali. Chiediamo quindi ai commercianti un ulteriore segnale di maturità e a tutti un cambio di abitudini che in questo momento è indispensabile. La facoltà di effettuare orario continuato va proprio in questa direzione: evitare la compressione degli orari, cercare di non penalizzare oltremodo le attività commerciali dando la possibilità ai clienti di andare nei negozi in fasce orarie in cui c’è meno gente in giro”.

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