Amendolagine (M5S) sull’ultimo Consiglio: emergenza sanitaria drammatica a Bisceglie, per il Sindaco non è priorità

Parto con una breve cronaca dello scorso Consiglio Comunale che si è tenuto da remoto. Si è tenuto! Si fa per dire… Da casa ho riscontrato difficoltà di collegamento alla piattaforma di videoconferenza predisposta per consentire ai consiglieri comunali di partecipare alla seduta. Mi sono, quindi, recato con altri consiglieri di opposizione a Palazzo S Domenico: in Sala Consiliare era stata, infatti, allestita una postazione. Anche qui si sono riproposte criticità di collegamento: pessima qualità dell’audio, attestata dai funzionari comunali presenti in aula, oltre che da alcuni consiglieri di maggioranza.

Dopo circa otto ore di tentativi e avendo trattato solo le questioni preliminari, per un corretto svolgimento del consiglio comunale siamo stati costretti a chiedere il rinvio in seconda convocazione, fissata al 3 dicembre, del Consiglio. Anche il presidente del Consiglio ha suggerito il rinvio per gli evidenti problemi tecnici della piattaforma di videoconferenza. Invece, imperterriti, sindaco e maggioranza, a mezzanotte circa hanno respinto la nostra proposta di rinvio. Ma non finisce qui: Sindaco e Maggioranza hanno votato l’anticipazione del punto all’odg sull’equilibrio e sull’assestamento di bilancio, rinviando a tarda notte – come fosse meno importante e non prioritaria – la trattazione del primo punto all’ordine del giorno che riguardava la gestione dell’emergenza sanitaria e le misure messe in campo per contrastarla.

Giudico apertamente una prevaricazione quella esercitata nei confronti dei consiglieri di opposizione, un tentativo irriguardoso di fiaccarli e indurli ad abbandonare la seduta. Fra l’altro, la situazione creatasi ha impedito ai cittadini, che già avevano assistito in streaming all’indecoroso spettacolo delle prime 9 ore, di seguire il consiglio comunale in cui bisognava discutere approfonditamente dell’emergenza Covid. Se ne è “discusso” – se così si può dire – ma all’alba.

Vengo al commento politico. Sindaco, lei ha sciorinato le quadrature ragionieristiche dell’assestamento di bilancio e del bilancio consolidato; ha raccontato di quanto sia stato bravo in questi anni, dei suoi successi contabili e finanziari. Ha dimenticato però le bacchettate che le ha riservato la Corte dei conti in merito ai rendiconti 2017 e 2018 e circa le criticità di bilancio 2019 e 2020. E vogliamo parlare della montagna di debiti fuori bilancio che si registrano nell’esercizio finanziario in corso? Siamo a 3,8 milioni di euro di debiti.

La sordità istituzionale che ormai le appartiene è così pervasiva che mi ha indotto in Consiglio a rinunciare ad avanzarle alcune proposte di buon senso per cercare di affrontare nel migliore dei modi l’emergenza sanitaria. Gliele ripropongo pubblicamente.

In qualità di massima autorità sanitaria, potrebbe sensibilizzare, nelle forme che la condivisione e la concertazione istituzionale prevede, i medici di base e pediatri a effettuare i tamponi a domicilio. Gli stessi medici di base hanno sottoscritto un protocollo d’intesa con la Regione Puglia in questa direzione. In questo modo si alleggerirebbe la pressione sul dipartimento della salute in affanno: una gran mole di cittadini da giorni attendono il tampone molecolare e, essendo positivi, si recano in auto in ospedale per un nuovo tampone. Spesso gli stessi cittadini sono interpellati in ritardo per la comunicazione dei contatti stretti.

In qualità di prima autorità di Protezione Civile la risollecito, come già fatto nella prima fase dell’emergenza, a coordinare in modo più efficace il sistema locale di protezione civile. Il Centro Operativo Comunale, che è la cabina di regia dell’emergenza, non può essere convocato saltuariamente ma va tenuto attivo e riunito in seduta permanente. Vincenzo Arena, esperto di settore, l’ha più volte sollecitata ad intraprendere azioni concrete in questo senso.
Alcune le faccio mie e gliele ripropongo:
– Le riunioni del COC siano estese al contributo di tutti i consiglieri comunali, alle rappresentanze sindacali e alle associazioni di categoria del territorio.
– Estenda le riunioni del COC, anche alla luce degli “Indirizzi operativi nazionali per la gestione delle emergenze”, a ditte e aziende private (l’Opera Don Uva Universo Salute, il gestore del servizio di igiene urbana, ad esempio) per un presidio e una definizione più consapevole ed efficace delle attività di gestione dell’emergenza.
– Dia comunicazione – pubblicando anche i verbali di ogni riunione del COC e facendosi supportare dall’Unità di coordinamento del COC medesimo – delle attività messe in campo dalle funzioni del Centro Operativo Comunale.
Le chiederò a breve, formalmente, di fornirmi i verbali del COC e di conoscere il contributo dei 4 nuovi membri con cui dopo la prima emergenza ha integrato il Centro Operativo.

Non si può cincischiare con la salute dei cittadini al cospetto di un’emergenza così drammatica. Mi auguro, sindaco, che questo appello non cada per l’ennesima volta nel vuoto e che, in prossimità del Santo Natale, possa essere folgorato sulla via di Damasco e rendere alla sua comunità un servizio indispensabile alla salute.

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