Giornata Nazionale del Dialetto 2021

Purtroppo quest’anno 2021, a causa dell’emergenza in atto dovuta alla pandemia per il coronavirus denominato SARS-CoV-2, il giorno 17 gennaio non si terrà il consueto appuntamento della GIORNATA NAZIONALE del DIALETTO nell’ambito delle iniziative promosse dalla UNPLI (Unione Nazionale Pro Loco d’Italia).

La Canigghie, Associazione per la salvaguardia e valorizzazione della lingua locale, e la Pro Loco sezione di Bisceglie, organizzatori dell’evento celebrato negli anni scorsi con incontri con gli studenti di alcuni Istituti scolastici di Bisceglie e nelle Sedi del Circolo Unione e della Società di Mutuo Soccorso Roma Intangibile, comunicano che la manifestazione si svolgerà appena le condizioni di emergenza sanitaria sarà rientrata nella normalità.

Tuttavia non mancheranno le nostre voci nel Borgo Antico a declamare poesie dialettali nei prossimi giorni e in particolare nel giorno dedicato alla ricorrenza. In omaggio al dialetto di seguito alcuni versi dei poeti Riccardo Monterisi e Demetrio Rigante Estrapolata dalla poesia Cèd’è amóre di Riccardo Monterisi, la descrizione affettuosa e seria che il poeta fa del nostro dialetto biscegliese:
…u dialétte ca sendémme
da la dé ca nu nascémme,
ca è brutt’e sbrecchenìuse
tutt’arrunghe e defettìuse,
ma ca è pe mè chiù féne
de na mùseche divéne,
è recóurde chiù lendáne
de la mèmm’e du attáne,
ca ne ndenerisce u córe…

Fáme n-guarandène…, di Demetrio Rigante
Fame in quarantena… Ho fame, fame d’aria…, / fame di venticello…, / del suono delle foglie / sull’erba scapigliata,
/ fame di vicoli senza fretta, / fame del fiato di mare / al calar del sole… / Ho fame, fame di parole nuove / che tracimano /
dal cuore della notte / e si diffondono / con la brezza / al chiarore di luna… / Il mondo è in quarantena / e aumenta la fame…
/ Ma un sorriso di un bimbo / dietro l’inferriata di un balcone, / come un pezzo di pane…, / m’ addolcisce la fame!
Ténghe fáme, fáme d’arie…
fáme de chèra bavétte de
véinde…,
du sóune de re frunze
saup’a l’èrva scapeddòte,
fáme de vícue sènza fòdde,
fáme du fiòte de máre
quanne còl’u saule…
Ténghe fáme, fáme de paróle
nóve
ca travàsene dó córe de la
nótte
e se sparnòzzene
che la brèzze
o chiaraure de la líune…
U munne stè n-guarandène1
e auménde la fáme…
Ma u serrése de ne criatíure
rèt’a la nverriòte de ne
balcóne,
cóme ne stóuzze de páne,
m’addelcèsce la fáme!
1)
– La quarantena, in riferimento all’isolamento forzato per la pandemia causata dal virus Sars-CoV-2 .D.2020

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