Monta la protesta dei residenti della 167: antenne telefoniche a pochi metri da casa nostra

Apprendiamo con stupore e sgomento che in un terreno adiacente alla ferrovia e a  pochi metri dalle nostre case, è in corso di realizzazione una piattaforma con installazione di antenna del gestore telefonico Wind Tre.  Apprendiamo, altresì, che il progetto ha acquisito tutte le autorizzazioni comunali e regionali. In dettaglio, è stato rilasciato il parere favorevole dell’urbanistica, dell’Arpa e della commissione paesaggistica. Rimaniamo stupefatti nel constatare come le tutte le istituzioni abbiano potuto autorizzare uno scempio simile, mettendo al primo posto le ragioni di due privati e cioè del proprietario del terreno che intaschera’ denaro dall’affitto dello spazio e del gestore telefonico che, ampliando la propria ricezione, potrà incrementare i propri profitti.

Gli uffici scrivono che trattasi di opera di pubblica utilità. Si, ma a danno dello stesso interesse pubblico che, come da Costituzione italiana (quasi sempre ignorata), obbliga le istituzioni a tutelare la salute dei cittadini e a non abbruttire il paesaggio. Per le istituzioni, l’interesse di pochi prevale sull’interesse collettivo. Un’antenna vicino alle abitazioni è brutta e dannosa e non ci conviceranno del contrario le corpose relazioni a supporto del progetto. Noi residenti siamo indignati. Ci hanno messo dinanzi al fatto compiuto senza coinvolgerci nella decisione, senza prestare un minimo di attenzione a chi ogni giorno guarderà quella antenna e non saprà cosa dire ai propri figli in quanto impotente rispetto alla voracità di denaro di questa società che sembra non accontentarsi mai. E diciamo a quel privato che ha acconsentito a quella realizzazione di ripensarci per il bene del territorio, rinunciando a quel canone di affitto. Avrà fatto una buona azione per la propria comunità. E diciamo al gestore Wind Tre che a noi di avere una tacca in più non interessa proprio. E infine diciamo alle nostre istituzioni che devono essere attente nel prendere le decisioni quando si ragiona con parole come “salute”, “ambiente” e “territorio”.

Faremo tutto ciò che prevede la normativa per cercare di fermare questo ennesimo sfregio alla comunità e se non ci riusciremo, chiederemo agli artefici di questo scempio di venire a spiegare ai nostri figli le becere motivazioni che hanno indotto a piazzare un’antenna proprio su quel sito, a pochi metri dalle nostre case. Siamo certi che i nostri bambini non capiranno una scelta simile, ma, invece, saranno in grado di spiegare loro il concetto di “futuro”.

I residenti della 167

(foto di repertorio)

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