Una storia di disagio nell’indifferenza generale. Dove sono i servizi sociali?

Voglio narrarvi un fatto di cronaca che si sta consumando a Bisceglie sotto gli occhi di tanti omertosi i quali si nascondono sotto la scusa: “non sono fatti miei … loro sono grandi e vaccinati … chi si intriga resta intrigato …” ed altre scuse similari. Forze dell’ordine e Servizi Sociali sono assenti per motivi che andrebbero accertati.
Per motivi di privacy non posso fare nomi, per cui narrerò gli avvenimenti sotto forma di racconto e come tale leggetelo, ma riflettete a quale punto di aberrazione sociale è giunta la nostra società moderna.

Ecco dunque il racconto basato su fatti reali.
Nella metà degli anni ’40 del secolo scorso, nasce a Trani un ragazzo come tanti che, purtroppo, col tempo diventa cieco. Nulla di eccezionale se non per il fatto che questo ragazzo, divenuto uomo, è il protagonista principale della nostra storia. Nel racconto lo chiameremo Procopio.
Procopio, divenuto adulto, per la sua menomazione, ottiene un lavoro come centralinista telefonico presso una grande azienda … sa ascoltare e farsi una cultura su vari aspetti e come usare in modo ‘legale’ tali conoscenze. Usando queste conoscenze riesce ad ottenere privilegi non concessi ai più e ciò lo porta ad acquisire un comportamento egoista dove tutto gli è dovuto a causa della sua menomazione. Sa fingersi buono ai più anche con ‘regalini’ a persone appena conosciute, per rendersele amiche. Sa anche mimare comportamenti che suscitano commiserazione e debolezza così da invogliare chi gli capita a tiro, ‘psicologicamente ed umanamente’, ad aiutarlo.

Si sposa ed ha una figlia. Ma a causa del suo carattere ossessivo e possessivo, la moglie lo lascia e poi divorzia e la figlia, oggi più che maggiorenne, non vuole saperne di lui e lo ha diffidato dal cercarlo. Il suo comportamento è il motivo per cui anche i suoi più stretti familiari, fratelli e nipoti, non ne vogliono assolutamente sapere di lui.

Dopo il divorzio trova una badante straniera, la chiameremo Duma, che lo sposa e, dopo avergli ripulito tutti i risparmi, lo lascia senza lasciare traccia di se.
Siamo agli inizi del 2000 ed intanto è arrivato all’età della pensione e, con il contributo di accompagnamento (ha l’invalidità con la 104), si può permettere le badanti per le pulizie e pagate a nero che, dopo un po’, cambia spesso dato il suo modo di esigere i servigi. A questo punto, Procopio cambia tattica. Avendo trovato una ragazza 35enne (che chiameremo Nietta) disposta ad accudirgli la casa e preparargli da mangiare, la riesce ad impietosire con una storiella romanzata della sua vita dove ne esce come un eroe trattato male dalle persone per via delle sue menomazioni. La ragazza, cresciuta in un ambiente dove per cultura si ha cura del ‘bisognoso’ e si aiuta il diverso, ne resta irretita e plagiata. In poco tempo dedica la sua persona a Procopio restando con lui tutto il giorno e tornando a casa dalla madre, vedova ed invalida, solo per dormire. Il Procopio propone di essere ospitato in casa della madre di Nietta così questa potrà prendersi cura della madre … e di lui. Le sorelle di Nietta si oppongono. Nel giro di qualche anno, Nietta è così presa ad assistere Procopio in ogni sua esigenza da trascurare persino la sua salute.
Così giungiamo ai giorni d’oggi.

A fine 2020 Nietta ha parecchie patologie dovute allo stress e al lavoro per soddisfare le esigenze di Procopio il quale la controlla e, quando Nietta è fuori casa per la spesa o altre esigenze, lui le telefona in continuazione per sapere dove sta. In un’occasione il Procopio riceve una telefonata da Duma, la moglie straniera, che gli fa sapere che vive in una città del nord Italia.

Duma gli rammenta i giorni sereni in cui si davano ai divertimenti grazie ai soldi del Procopio. Gli fa balenare la possibilità di tornare insieme. Ma, c’è un problema. Gli dice che è stata contattata dalla sua ambasciata che gli ha fatto sapere di aver ereditato da una donna ricca alla quale aveva fatto da badante e per entrare in possesso di tale eredità ammontante a più di 400 milioni di euro, avrebbe bisogno di soldi per le spese della pratica. Una classica storiella alla maniera del film di “Totò truffa 62”. Ma il Procopio, ammaliato da vecchi ricordi, ci crede. Anche perché, ormai, Nietta, per via della sua salute che va peggiorando, non è più in grado di stare dietro ai suoi capricci e sbalzi d’umore. Dà fondo ai suoi risparmi inviandoli a Duma e con l’ultima pensione di Aprile 2021 le invia l’ultima rata per i 20mila euro richiesti dalla Duma. Irrequieto aspetta il ricongiungimento con la moglie straniera e questo sarebbe una liberazione per Nietta, stanca di quella vita ma incapace di lasciare Procopio abbandonato al suo destino.

Nel frattempo Nietta fa una visita medica specialistica ove gli diagnosticano l’urgenza di un’operazione (neoplasia maligna?), rinviata perché non c’è chi possa prendersi cura di Procopio. La Duma, dapprima dice che non può venire a Bisceglie per via del covid, poi, quando non ha più scuse per i movimenti all’interno della nazione, non risponde più al telefono, bloccando il numero e, alle continue chiamate senza risposta, fa seguire un messaggio col quale diffida dal continuare a farlo pena una denuncia per stalking.

Resosi conto di essere stato truffato da chi già in passato gli aveva rubato tutto, ai primi di giugno u.s. si intossica con una mistura di pillole, poi in piena notte, telefona a Nietta che è a casa della madre, e gli dice che sta morendo.

Nietta si precipita a casa di Procopio, chiama l’ambulanza e lo ricoverano a Barletta dove gli fanno la lavanda gastrica.
Il giorno dopo, lo vogliono trasferire al reparto psichiatrico per l’eventuale supporto psicologico, ma lui rifiuta. Dice di essere consapevole di averlo fatto in un momento di sconforto, mette la firma e si fa riaccompagnare a casa.
A casa Nietta gli chiede come deve fare se lei va ad operarsi. Lui non risponde. Chiede di trovargli una donna che possa prendersi cura di lui. La trovano e questa, dopo due giorni, non vuole saperne sia perché Procopio non vuole pagare quanto richiesto dalla donna, sia perché lui pretende di essere servito come solo la Nietta ha fatto sino ad ora.

Vuole che gli si trovi un’altra badante. Non accetta che possa essere un uomo. Non vuole ricoverarsi, sia pure temporaneamente, presso una struttura per anziani. Pretende solamente.

Mercoledì 9 giugno c.a., Nietta è in giro per commissioni. Riceve una telefonata da Procopio. Si precipita a casa e lo trova a terra. Lei chiede aiuto alla sorella che accorre per sollevarlo sul divano. Lui dice di aver avuto delle fibrillazioni al cuore ed un giramento di testa per cui è crollato a terra. Viene suggerito un ricovero in ospedale per un controllo, cosa che Procopio rifiuta.

Qui termina la storia di chi scrive e vi assicuro è storia vera, anche se sono stati cambiati i nomi e condensati i fatti. Restano in sospeso gli avvenimenti dal giorno 9 in poi: la Nietta che deve operarsi e la serie di domande senza risposte.

Può essere che l’ospedale di Barletta non abbia comunicato alle forze dell’ordine il tentativo di suicidio del Procopio? Può essere che a seguito di tutto questo non intervengano i Servizi Sociali? Che dire del ricatto morale in essere verso la Nietta? Può il Procopio rifiutare un badante uomo solo per i suoi capricci? Può essere che se la Nietta si va a farsi operare e a Procopio succede qualcosa, la Netta possa essere accusata di abbandono di persona inabile bisognosa di assistenza? Può essere che i familiari di Procopio non possono essere ‘costretti’ ad assisterlo?

Ci sarebbero molte altre domande ma resta un fatto: questa è ‘cronaca vera’ che sta accadendo qui a Bisceglie sotto gli occhi di tanti testimoni che girano la testa dall’altra parte, a cominciare dai familiari di Procopio e quelli di Nietta, senza contare i vicini di casa ed altri al corrente dei fatti.

Nessuno se ne prende cura finché non ci scapperà il morto … forse!

Firmato: Il Censore

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