Sicurezza e criminalità a Bisceglie, “Libera il Futuro”: le nostre proposte a Sindaco e Consiglio Comunale in vista della Conferenza dei Servizi

Su sicurezza e contrasto alla criminalità sembra si stiano accendendo, finalmente, deboli luci dell’agenda politica del territorio e ci sia accorti, in parte anche a Bisceglie, che chi sollecitava iniziative di maggior attenzione, contrasto e presidio qualche ragione l’aveva e che non bastano i protocolli d’intesa e i “patti (sulla carta) per la sicurezza” a scardinare situazioni di illegalità diffuse e incancrenite.

Leggiamo della prima riunione tecnica, ospitata in aula consiliare qualche settimana fa e promossa dalla Prefettura, del coordinamento Interforze e ci rallegriamo che lo Stato si sia manifestato in Città, grazie alla presenza di attori sovracomunali e di rappresentanti delle forze dell’ordine.

È possibile, però, avere dettagli, in nome della trasparenza e della reale efficacia delle azioni in campo (alcune delle quali “al traino”) rivendicate dal nostro Sindaco? Sarebbe utile avere qualche dato in più perché si concretizzi l’approccio della “sicurezza partecipata”, aperta al contributo di idee e proposte dei biscegliesi.

  1. Bene rallegrarsi dell’Istituzione dei Comandi provinciali di Guardia di Finanza e Carabinieri. Chiediamo:
  • ai tavoli istituzionali e di coordinamento si è preteso che i Comandi vengano dotati di uomini e mezzi? Ci risulta che le unità e i rispettivi mezzi operativi a Bisceglie delle forze dell’ordine siano sempre gli stessi, ormai da anni, e ampiamente insufficienti a gestire e contrastare i fenomeni criminali;
  • che risposte sono giunte dagli interlocutori, se queste richieste sono state avanzate?

 

  1. Bene lo sgombero di qualche alloggio occupato abusivamente, anche se alcuni sgomberi sono stati indotti dai media nazionali. Chiediamo:
  • a che punto è la mappatura degli alloggi del centro storico e delle periferie occupati abusivamente?
  • I famosi e annunciati stati generali dell’emergenza abitativa quando inizieranno e come si svolgeranno?

 

  1. Bene aver potenziato la videosorveglianza. Chiediamo:
  • quanti reati sono stati intercettati e quanti ne sono stati sanzionati o perseguiti?
  • Che tipologia di reati sono stati intercettati dagli occhi elettronici? In che zone della città?
  • Quanti roghi dolosi di rifiuti nell’agro e in città sono stati individuati e puniti?
  • Quanti lanci non autorizzati di fuochi di artificio, usati sembra anche come segnali di richiamo per il traffico di stupefacenti, sono stati individuati e sanzionati?

 

  1. Sui rifiuti: bene la campagna contro l’abbandono e le sanzioni contro i trasgressori. Chiediamo:
  • È possibile sapere in quali zone siano stati intercettati questi criminali? Chiediamo solo per comprendere se gli occhi elettronici funzionino solo in alcune zone della città e se funzionino nei confronti di tutti i cittadini o se ci sia qualcuno, come risulta da evidenze lapalissiane, meno uguale di altri e viga una sorta di “anarchia selettiva” in città.

 

  1. Circa l’adesione al progetto Scuole sicure del Ministero dell’Interno, chiediamo:
  • I controlli nei pressi delle scuole sono già iniziati nello scorso anno scolastico?
  • Presso quali scuole vengono o verranno effettuati?
  • Quanto il personale di polizia locale e forze dell’ordine impiegato?
  • Condivisibile l’obiettivo di disincentivare lo spaccio di stupefacenti nei pressi delle scuole, ma rispetto alle piazze di spaccio dal centro storico alla periferia, ormai note, che azioni si stanno attivando con Prefettura, Forze dell’ordine e polizia locale?
  1. Bene l’assunzione per tre mesi – non certo una misura strutturale – di alcuni agenti di polizia locale. Chiediamo:
  • le assunzioni a tempo indeterminato quando arriveranno?
  • Quanti agenti saranno assunti?

Apprezziamo senza riserve la sostituzione dell’illuminazione cittadina. Consigliamo una più capillare copertura con illuminazione a led perché non basta illuminare le direttrici principali di centro storico e periferie per strappare al buio certe attività criminali.

Sarebbe utile ricevere queste risposte (le attenderemo a mezzo stampa e in alternativa le chiederemo n istanza formale) anche in vista della Conferenza di servizi istruttoria per la redazione di un piano comunale per la sicurezza urbana e il contrasto alla criminalità che dovrà partire fra poco.

Dopo anni di denunce e dopo le insistenze delle opposizioni (in particolare del consigliere Enzo Amendolagine, bisogna riconoscerlo) il Consiglio Comunale ha acconsentito all’inizio di un concreto percorso amministrativo, utilizzando i dispositivi della legge 241/90. Questa conferenza di servizi potrebbe rappresentare davvero il momento di lancio di quegli Stati generali permanenti della legalità non più rinviabili.

In vista di questa imminente occasione, ci permettiamo di anticipare alcune proposte che ci auguriamo possano essere prese in considerazione e che protocolleremo appena la Conferenza sarà convocata.  Sottolineiamo che alcune proposte, di seguito descritte, sono contenute nelle Linee guida di ANCI per la sicurezza urbana, rivolte ai Sindaci, approvate dalla Conferenza Stato Regioni nel 2018 e sono state, in parte, recepite anche nel tanto sbandierato Patto per la sicurezza urbana sottoscritto dal Comune di Bisceglie e dalla Prefettura BAT nel 2020.

Proponiamo, quindi:

  • l’aggiornamento della mappatura (ci risulta esista una prima versione che non siamo riusciti a rintracciare) delle aree e dei quartieri più esposti ai fenomeni di criminalità diffusa, anche sulla base dell’analisi (se disponibile) della tipologia di reati più ricorrenti;
  • la messa in opera di flussi di scambio informativo fra la Polizia locale, Carabinieri, Polizia di stato e Finanza sull’andamento della delittuosità e dello street crime. Sperando che questo flusso sia già attivo e dotato anche di strumenti di analisi georeferenziata (in alternativa andrebbe immediatamente attivato), proponiamo di attivare strumenti digitali e punti di raccolta fisici per segnalazioni anonime delle situazioni di illegalità. In questo senso anche l’istituzione di uno sportello antiracket sarebbe opportuna.

Riprendendo alcune disposizioni del Decreto-legge 14/2017 (Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città) avanziamo altre proposte:

  • l’Amministrazione promuova il coinvolgimento di una rete di volontari per la salvaguardia del decoro urbano e delle aree abbandonate e degradate, delle aree verdi e dei parchi. In questo modo si potranno migliorare le condizioni di abbandono e degrado delle aree tipicamente a rischio. Dotiamoci di assistenti civici che collaborino con la polizia locale per potenziare la presenza aggiuntiva e non sostitutiva di controllo e tutela del territorio. In questo senso perché non pensare a coinvolgere i percettori del reddito di cittadinanza in progetti ad hoc?
  • Procediamo, senza rinvii, alla mappatura delle non corrette occupazioni di suolo pubblico e chiediamo al prefetto di coordinare l’attivazione di un servizio integrato di monitoraggio delle occupazioni abusive e mancato rispetto dei requisiti, igienici, sanitari e ambientali. Pensiamo ad esempio alla somministrazione, spesso fuori norma, di prodotti ittici e agricoli in zone ad alto traffico veicolare. Il servizio integrato coinvolga polizia locale, guardia di finanza e assistenti civici.

Chiudiamo questa lunga serie di quesiti e proposte con un ultimo spunto. Il decreto-legge 14/2017 sottolinea come “si intende per sicurezza urbana il bene pubblico che afferisce alla vivibilità e al decoro delle città, da perseguire anche attraverso interventi di riqualificazione, anche urbanistica, sociale e culturale, e recupero delle aree o dei siti degradati, l’eliminazione dei fattori di marginalità e di esclusione sociale”.

Ci riconosciamo pienamente in un approccio di contrasto non esclusivamente militare e securitario alla criminalità e alle mafie. Riteniamo, quindi, fondamentale che si proceda al recupero di spazi urbani a fini sociali e di aggregazione. In questo senso grande valore avrebbe, ad esempio, la destinazione della costa di levante a verde attrezzato, per attività sportive e servizi turistici o il recupero di immobili del centro storico da destinare a progetti di contrasto alla devianza minorile e alla dispersione scolastica.

Molto si potrebbe e dovrebbe fare, in tante zone della città, sul fronte dello sviluppo urbanistico e della mobilità sostenibile, oltre che di una concreta rigenerazione urbana. Il recupero e la valorizzazione degli spazi pubblici e dei beni comuni, delle strutture sportive, la creazione di aree pedonali più facilmente presidiabili e controllabili dovrebbero rappresentare la stella polare anche in una prospettiva eminentemente antimafia.

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