Convegno “Promozione di sani stili di vita ed evoluzione della Salute» promosso dall’OMCeO BAT

Si è svolta nella splendida cornice di Palazzo San Giorgio a Trani, la quarta edizione del convegno “Promozione di sani stili di vita ed evoluzione della Salute: modelli multidimensionali tra professionisti della Salute”, organizzato dall’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di BAT.
Un evento che, anno dopo anno, amplia sempre più il concetto di benessere della persona e di “sani stili di vita” come cardine fondamentale della prevenzione e della cura delle patologie. Obiettivo principale dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri BAT è promuovere il raggiungimento di una salute sostenibile, un concetto che abbraccia tanto gli aspetti fisici quanto quelli psicologici e sociali del singolo ed è in diretta interconnessione con il benessere della comunità e del Pianeta.
“Sani stili di vita”, come ha detto il Presidente OMCEO BAT, Benedetto Delvecchio, nei suoi saluti, “nascono innanzitutto dalla consapevolezza che i professionisti della salute devono cooperare fra loro per offrire al paziente un intervento il più possibile tagliato sulle sue personali esigenze”. Una considerazione che pone sempre più l’accento sulla centralità del paziente nel sistema sanitario, pubblico e privato, e che dimostra quanto la complessità della società in cui viviamo abbia complesse ripercussioni sul benessere del singolo e richieda un approccio complesso per il raggiungimento di uno stato di salute ottimale.
Obesità, malattie cardiovascolari, disturbi psicosomatici sono patologie che necessitano di azioni congiunte in base a modelli multidimensionali di intervento. “Proprio per questo, anche grazie alla continuità nel tempo di questo convegno fortemente sostenuto dalla volontà dell’intero Ordine dei Medici di BAT, abbiamo costruito negli anni importanti partnership”, ha sottolineato Domenico Meleleo, Commissione Promozione della Salute OMCEO BAT e Responsabile scientifico del Convegno, citando il gemellaggio dell’Omceo BT con l’Ordine degli Psicologi Puglia e la Società Italiana di Scienze Motorie.
“Iniziative come questa hanno un grande valore culturale”, ha dichiarato Aldo PatrunoDirettore del Dipartimento Turismo della Regione Puglia, intervenendo al Convegno, “e vanno nella direzione dello sviluppo di un approccio mentale e culturale; di una crescita collettiva. Oggi la cultura è uno dei principali attrattori turistici, una delle principali motivazioni di viaggio per quelli che noi definiamo cittadini temporanei, superando il concetto di turista o viaggiatore”.
Scorrendo l’elenco dei relatori che hanno preso parte al convegno, ci si accorge immediatamente di quanti siano gli aspetti nei quali si coniugano benessere e salute, ad esempio, l’attività fisica, l’alimentazione, l’ambiente, la corretta progettazione degli spazi urbani, l’equilibrio psicologico, le abitudini quotidiane, una postura scorretta.
Dai diversi contributi si evince quanto la prevenzione debba essere il più precoce possibile, cominciando già prima della gravidanza per il benessere della madre e del nascituro e continuando nell’età evolutiva, ponendo sempre una particolare attenzione alle ripercussioni fisiche e psicologiche di situazioni stressanti, come quelle che ci impone la pandemia in atto. Le giovani generazioni, ad esempio, hanno subito gli effetti negativi dell’isolamento provocato dalla Dad, la sedentarietà, l’eccesso di nutrienti, l’impossibilità prolungata di poter frequentare liberamente spazi destinati allo sport e al gioco: questi sono solo alcuni degli aspetti affrontati e direttamente connessi al benessere di bambini e adolescenti che coinvolgono pediatri e medici di famiglia, esperti delle attività motorie, nutrizionisti, psicologi, odontoiatri, chinesiologi, osteopati ed ortottisti in modelli multidimensionali di intervento.
Informare, motivare, istruire e sostenere un cambiamento dello stile di vita e quindi le scelte per una sana alimentazione, un’attività fisica regolare, un’attenzione a norme igieniche adeguate e la cura del benessere psico-emotivo, vedono certamente la figura del medico di famiglia e del pediatra di libera scelta come primi interlocutori del paziente, ma anche come coordinatori di interventi di altri attori della salute, quali ad esempio, medici specialisti, nutrizionisti (medici, biologi o dietisti), farmacisti, psicologi, infermieri, fisioterapisti e chinesiologi, attraverso modelli multidimensionali, in un lavoro “di squadra” dove i protagonisti della salute devono sapere e potere comunicare tra loro in maniera efficace. Tale collaborazione, quindi, può – e deve – cominciare tramite momenti di incontro e di formazione comune, fino ad un auspicabile sviluppo di protocolli condivisi di intervento.
Nell’ottica della multidimensionalità dell’intervento sanitario, il convegno è stato strutturato in quattro sessioni di approfondimento che affrontano differenti aspetti del benessere del paziente, proponendo approcci e modelli per la promozione di uno stile di vita sano e la prevenzione delle patologie.
Il tema dell’Attività fisica e della sua importanza per un corretto stile di vita è stato protagonista della prima sessione, aperta da Domenico Monacis, del Dipartimento Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Foggia, che ha illustrato le “Linee guida per la promozione dell’attività fisica e l’attuazione di programmi multicomponente”, sottolineando che sono pochissimi i bambini che seguono la raccomandazione dell’OMS di svolgere almeno 60 minuti di “pratica fisica” al giorno. Raffaella Frisario, Docente in Attività Motorie Preventive e Adattate a Bologna nel suo intervento su “Attività fisica in gravidanza: salute della mamma e del nascituro” ha commentato studi scientifici che dimostrano quanto sia importante l’attività fisica in gravidanza per gestire il peso gestazionale e prevenire l’obesità ed altre complicazioni. “L’attività fisica deve essere tagliata su misura, sul soggetto, sulle sue caratteristiche fisiche, i suoi bisogni e i suoi desiderata”, ha detto, spiegando che anche esercizi di potenziamento della forza nelle donne in gravidanza, se effettuati in sicurezza, abbiano positivi riscontri sull’aumento delle endorfine, il miglioramento del tono muscolare e la consapevolezza della propria fisicità che incidono sulla riduzione del dolore durante il parto. Paola Nicolini, Professore Associato in Psicologia dello Sviluppo e Psicologia dell’Educazione all’Università degli Studi di Macerata, intervenuta su “Il gioco e le esperienze sensoriali per la promozione di uno stile di vita sano”, ha sottolineato che “non si può limitarsi a parlare di attività fisica”. Nel movimento, nello sport, nel gioco, secondo Nicolini, “si sperimenta la fisicità delle emozioni, si accresce la propria consapevolezza corporea ed emotiva, si impara ad autoregolamentarsi sulla base di un’alfabetizzazione emotiva che si dovrebbe apprendere sin da piccoli. Attraverso le percezioni e il movimento si apprende, la DAD ha eliminato tutte e due le cose”. Ed ha aggiunto: “Il gioco ha funzione speciale anche per gli adulti, è auto-motivante: giochiamo fino a quando vogliamo giovare, lavoriamo fino a quando dobbiamo. L’errore all’interno del gioco non equivale ad una sconfitta, spesso genera ilarità perché fa parte del gioco stesso. Aiuta ad andare avanti e trovare motivazione e autonomia”.
Perseguire stili di vita sani vuol dire anche scegliere Stili di vita per la sostenibilità, come ci ricorda il titolo della seconda sessione del convegno. Le nostre abitudini incidono sull’ambiente e sulle sue modificazioni ma è altrettanto vero che l’ambiente, di riflesso, condiziona la nostra salute e il nostro benessere. Ed è per questo che, sempre più spesso si parla di “Food Policy”, come testimonia la relazione di Vito D’Onghia, Dipartimento di Scienza dell’Ingegneria Civile e dell’Architettura del Politecnico di Bari, che ha spiegato quanto nelle grandi città assuma sempre maggior il tema del food nelle politiche urbane. Le città producono rifiuti, inquinano il territorio e consumano suolo, mettendo a rischio la produzione di cibo sano, ed è per questo che ci si deve interrogare sulle politiche future che leghino la città al territorio che la circonda, garantendo cibo sano per tutti, sostenibilità delle produzioni, riduzione degli sprechi e dell’impatto ambientale, promozione della ricerca scientifica. Maria Lisa Clodoveo, Professore Aggregato in Scienze e Tecnologie Alimentari, DIM dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, nel sottolineare che la Dieta Mediterranea è un indiscusso modello alimentare sano, ha illustrato i vantaggi connessi all’etichettatura “Med Index”, che informa il consumatore anche sugli aspetti di sostenibilità del cibo e lo aiuta a fare scelte consapevoli. “Med Index” si contrappone al modello di etichettatura cosiddetto “a semaforo” che, al contrario, si basa su informazioni e presupposti ormai superati e rischia di confondere il consumatore dinanzi alle sue scelte d’acquisto.
Di grande interesse è stata la Tavola rotonda sull’argomento “Benessere e carcere: è possibile?”, durante la quale Luciana Delle Donne, fondatrice e CEO dell’Officina Creativa scs di Lecce, ha raccontato che con le sartorie nate nelle sezioni femminili di numerose carceri italiane, si persegua l’obiettivo di creare “Benessere interno lordo”, un concetto che spazia dall’accrescimento di consapevolezza e dignità nelle detenute all’acquisizione di strumenti di riconciliazione sociale, attraverso un percorso che si basa sulla responsabilizzazione delle partecipanti e sfocia nella drastica riduzione delle recidive. Dello stesso parere è stato Giuseppe Centomani, Dirigente presso il Ministero della Giustizia Minorile in Emilia Romagna: “Lì dove si attuano progetti ed iniziative trattamentali la recidiva si riduce fino anche all’80%. Nei 17 istituti penitenziali per i minori in Italia cerchiamo di favorire l’incremento della qualità della vita e di aiutarli a costruire un’aspettativa realistica di libertà, attraverso lo sviluppo di abilità pratiche e competenza relazionali che non immaginavano di avere”. Lucia Calabrese, psicologa, facente parte del Coordinamento Servizio SAISH, Roma con “Una pausa di consapevolezza” ha invitato tutti a riflettere sul rapporto fra emozione e cognizione, soffermandosi sull’importanza della “consapevolezza” per conoscere sé stessi, limiti compresi. “Nessuno di noi vuole conoscere la propria parte fallibile”, ha osservato Calabrese, “Essere consapevoli di sé stessi vuol dire essere pienamente coscienti di cosa pensiamo, cosa proviamo, cosa sentiamo”.
Il rapporto fra Alimentazione e Psicologia, ormai un argomento chiave del convegno “Stili di vita” sin dalla prima edizione, è il titolo della terza sessione, aperta da Giovanna Pontiggia, Vice Presidente dell’Ordine degli Psicologi della Regione Puglia, con la relazione “Stili di vita sostenibili e benessere psicologico”, dove la sostenibilità è rappresentata dalla necessaria ricerca di un equilibrio, di un bilanciamento psicofisico per il raggiungimento del benessere psicologico. Giovanni De Pergola, Professore Associato in Medicina Interna all’Università degli Studi di Bari, interrogandosi sul quesito “Dieta mediterranea: la migliore del mondo?”, ha affrontato un tema eternamente attuale. De Pergola ha analizzato, sotto il profilo nutrizionale, diversi modelli alimentari che, nel corso degli anni, hanno cercato di proporsi come valide alternative alla dieta mediterranea, essa stessa migliorabile, con la presunzione di rappresentare, appunto, “il miglior modello alimentare” in assoluto. Teresa Cazzato, Medico Pediatra della ASL Taranto, ha affrontato un altro importante tema, quello dell’“Allattamento materno: una ricchezza trascurata?”, confermando che salute e benessere si progettano già prima della nascita. Oltre agli aspetti nutrizionali del latte materno, Cazzato ha posto l’accento anche sull’importanza del contatto madre-neonato, sugli aspetti affettivi ed emozionali connessi all’allattamento al seno per il nascituro. Gianfranco Trapani, Medico Pediatra della USL 01 Imperiese Distretto Territoriale di Sanremo, su “Olio Evo: gravidanza e infanzia”, ha evidenziato quanto l’olio extravergine di oliva rappresenti, con il suo quantitativo di polifenoli, un nutriente cardine tanto nel periodo della gravidanza quanto nell’infanzia per porre le fondamenta di una vita sana. Infine, Pierluigi De Pascalis, Professore in Attività Motorie e Sportive all’Università degli Studi di Foggia, ha offerto un interessante approfondimento su “Ortoressia e vigoressia: quando la passione per allenamento e alimentazione divengono un’ossessione”, distorsioni percettive rispetto alla propria fisicità che sfociano in vere e proprie manie. De Pascalis ha illustrato casi e situazioni limite, nei quali il paziente ha sviluppato una vera e propria ossessione verso la propria forma fisica, aspirando costantemente ad un corpo magro e muscoloso; allo stesso tempo, è costante la tendenza ad un controllo esagerato sul cibo.
Posturologia e benessere: il punto di vista del professionista…”, oggetto della quarta sessione, infine, ha permesso di sperimentare lo scambio di esperienze e di casi clinici fra professionisti coinvolti, a vario titolo, negli interventi di posturologia. Gli interventi di Vincenzo Carpentiere e Domenico Lafornara sugli aspetti connessi all’Odontoiatria, di Vera Lezza sulla Chinesiologia”, di Giulio Ragni sull’Osteopatia e Marina Stazzi sull’Ortottica, hanno offerto spunti di riflessione sulla complessità degli aspetti connessi alla posturologia e sulla necessità di progettare e realizzare, come ricorda il titolo del convegno, modelli d’azione multidimensionali affinché l’intervento sia tagliato su misura del paziente, aprendosi al confronto con gli altri professionisti coinvolti nel sistema di cura e prevenzione delle patologie.

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