Muore in Belgio Sergio Di Reda. Salma bloccata a Roma da Alitalia. L’ira dei parenti, il Sindaco non interviene

Era emigrato all’estero in giovane età per lavoro, e da molti anni era in pensione, Sergio Di Reda, di anni 80, che è morto in Belgio alcuni giorni fa. Alla notizia della sua scomparsa, i parenti hanno deciso che rito funebre e sepoltura dovevano avvenire nel suo paese di origine, Bisceglie.

I familiari del Di Reda, incaricano quindi una ditta belga di onoranze funebri di preparare la salma per l’imbarco su un aereo dell’Alitalia che porterà i resti del biscegliese dal Belgio a Roma. Tutti i documenti più importanti per il rimpatrio del defunto vengono preparati e rilasciati dalle Autorità del posto e consegnati alla compagnia aerea, che chiede solo un’ultima attestazione, anche su foglio di carta semplice, da parte del Sindaco di Bisceglie. Due semplici righe, con le quali Angarano dichiari che «il corpo del Di Reda viene trasferito dal Belgio in Italia perché deve essere sepolto a Bisceglie».

I parenti si recano a Palazzo di Città, ma dopo ore di attesa -stando al loro racconto- non vengono neanche ricevuti dal Primo cittadino. Dall’Ufficio di Gabinetto vengono “dirottati” all’Ufficio Tecnico che -sempre stando a quanto sostengono i familiari del defunto- appare impreparato e, comunque, non riesce a risolvere il problema.

Morale della storia: la salma del povero Di Reda viene bloccata a Roma e lì ci resta, in attesa che giunga questa attestazione. I parenti del defunto entrano nel panico e in una crisi di disperazione, e non riescono a realizzare come possano venire fuori dall’intera vicenda. A togliere le castagne dal fuoco ci pensa un’agenzia di onoranze funebri di Bisceglie; che prima riesce a dimostrare all’Alitalia che la salma di Sergio Di Reda deve essere sepolta nel Cimitero di Bisceglie e, poi,  si occupa del trasporto della bara da Roma in Puglia.

Gli stessi responsabili dell’agenzia di onoranze funebri di Bisceglie, ci raccontano che un episodio analogo era capitato durante la sindacatura di Franco Napoletano, ma che in quella circostanza l’ex sindaco  non si sottrasse dall’inviare due righe in carta semplice, per attestare che il corpo di quel defunto sarebbe stato sepolto a Bisceglie. Del resto, era una semplice formalità.

 

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