Stoccata Napoletano al Pd: ai tavoli si discute dei programmi, non si impongono i Fata

«Ci sono dei candidati sindaci che mettono se stessi e le proprie ambizioni davanti agli interessi della Città.

L’eccessivo personalismo non è meno deleterio degli inadeguati amministratori attuali.

Vogliono fare i sindaci a tutti i costi, attorniati dai loro sepolcri imbiancati e non capiscono quanto sia necessario un rinnovamento della classe dirigente.

Pur di tentare di vincere, imbarcano chiunque, sottoponendosi al rischio di continui ricatti futuri.

Ora stanno a sinistra, ora a destra, privi di ogni scrupolo pur di raggiungere una posizione di potere.

I loro migliori alleati, nelle “coalizioni minestrone”, non possono che essere gli eterni inaffidabili della politica locale, usi a cambiare troppe bandiere ed a tradire puntualmente le alleanze per un proprio tornaconto.

Ieri ti hanno mandato a casa ed oggi sono ancora tuoi alleati.

Le molteplici liste, spesso fasulle, servono a riempire gli occhi degli elettori che ancora ci cascano ed a camuffare un consenso personale in calo.

Altrimenti, perché partire con inusuale e largo anticipo sulla tornata elettorale?

Chi affronta la maratona con lo spirito del velocista, il più delle volte è destinato all’affanno ed a cadere in vista del traguardo.

Sfasciare il fronte unitario di coloro che hanno fatto opposizione, in questi anni, in consiglio comunale, rappresenta un gravissimo errore di prospettiva.

Chi, nel centrosinistra, si aggrappa a candidati deboli, pur di mettere una propria bandierina, evidentemente vuole perdere le elezioni prima che si tengano (o lo fa apposta?).

Prima si impone il candidato sindaco e poi si discute di quello che costui vuol fare.

Prima la persona e poi il programma?

Magari con il mercimonio degli assessorati e di altre prebende, promessi agli ingenui per guadagnare facili consensi.

C’è chi, in passato, ha promesso 5.000 posti di lavoro e chi, oggi, ha promesso assessorati a chiunque.

Vecchi metodi, che stridono con un cambiamento reale.

Talvolta si tratta di facce della stessa medaglia, che ieri hanno governato insieme, condividendo le medesime responsabilità ed oggi si proclamano alternativi, per ragioni più personali che politiche.

In quanto all’autoproclamata capacità amministrativa, non basta dirsela da soli davanti allo specchio, in un continuo e sgradevole vantarsi.

Per onestà intellettuale, bisogna riconoscere che molti mali del presente vengono, indiscutibilmente, da amministratori che hanno immediatamente preceduto gli attuali.

Molti cittadini sono delusi e non vanno più nemmeno a votare.

Bisogna riconquistare la fiducia degli elettori e consentire, per davvero, che dalla società emergano, con onestà d’intenti, nuove disponibilità al servizio del bene comune e non di se stessi.

Se prevalesse la sfiducia di chi si tiene lontano dalla politica perché “tanto sono sempre gli stessi” e “chi me lo fa fare?”, sarebbe un bel guaio per la Città.

La politica deve tornare ad essere improntata agli ideali, ad uno spirito di servizio.

Per molti di noi è stato e continua ad essere così.

Bisogna sempre diffidare di chi intende la politica come strumento per ricavare un  proprio utile, di chi dalla politica vuole campare o, semplicemente, di chi con la politica voglia affermare la propria vanità.

I giovani, in particolare, non possono essere considerati solo dei portatori di voti, ma, con l’esperienza dei meno giovani, devono poter diventare protagonisti veri, in modo da lasciare il testimone in mani sicure.

Non c’è cambiamento senza e, tantomeno, contro le nuove generazioni.

Resto convinto che la dignità e la coerenza restino valori inalienabili, unitamente all’onestà ed alla capacità, che possono garantire una credibilità a chi si propone per il governo della Cosa Pubblica.

Merce rara, al giorno d’oggi e le conseguenze negative sono sotto gli occhi di tutti.

Se prevalessero gli inadatti, i narcisi, gli inaffidabili e, con essi, i gruppi di potere, non solo Bisceglie andrebbe ancora più indietro di come è stata ridotta, ma si potrebbero creare le condizioni per le attenzioni inquietanti della grande criminalità.

Sempre che già non ci siano».

Lo scrive in una nota l’Avv. Francesco Napoletano, Consigliere comunale del gruppo Il Faro-PCI di Bisceglie.

One thought on “Stoccata Napoletano al Pd: ai tavoli si discute dei programmi, non si impongono i Fata

  1. Gent.le redattore,
    Atteso che l’avv. Napoletano nel suo intervento ha fatto chiari riferimenti a più parti e più esponenti politici, pur senza norminarli… mi chiedevo quale fosse il passaggio che invita il redattore ad inserire il nome di Fata e solo quello nel titolo. Evidentemente mi sfugge.

    Quanto sopra senza entrare nel merito di quanto detto che per molte parti è condivisibile ma fa a cazzotti con la storia di Bisceglie degli ultimi 20 anni di cui lo stesso ex sindaco è stato egregio protagonista.

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