Di Leo: “Bagni chimici e Bandiera Blu: mancano coraggio e progettualità, nonostante investimenti corposi”

Si apprende la notizia, da parte dell’amministrazione comunale facente riferimento alla coalizione della “Svolta”, del posizionamento dei bagni chimici in prossimità delle spiagge precedentemente prive di servizi igienici. Una lodevole iniziativa alla base del progetto “Bandiera Blu”, che, come più volte evidenziato, manca di progettualità. Dalla delibera n. 181 Del 23/06/2022 si evincono spese per 13mila euro per il nolo di questi importanti ed essenziali servizi. Innanzitutto, urge una riflessione sull’ubicazione dei bagni chimici. Bisogna essere onesti: il posizionamento effettuato è quasi obbligato.

Tuttavia, le problematiche non tarderanno ad arrivare a causa dell’esposizione dei bagni alla luce del sole. L’ubicazione obbligata, la mancata previsione di una struttura in grado di proteggere i servizi dalla luce e dal calore e l’assenza di una gara propedeutica all’acquisto, e non al noleggio, dei bagni lasciano presagire parecchia aleatorietà.

O l’amministrazione comunale non è convinta del suo stesso progetto, tanto da non investirci appieno, oppure vuole lasciare quanto di più irrisolto e provvisorio alle amministrazioni future. A questo, va aggiunto quanto si evince sempre dalla stessa delibera: un impegno di spesa pari a 22mila euro per attività di marketing legate al progetto “Bandiera Blu”. In cosa consistono tali attività? Soprattutto, alla luce di tutto questo, esiste un’analisi “costi-benefici” in grado di giustificare gli investimenti provvisori, ma sempre corposi, messi in atto in favore dell’ottenimento della Bandiera Blu? Se l’obiettivo è festeggiare un incremento delle presenze turistiche, vi do una notizia: non sarà merito della Bandiera Blu né dell’amministrazione Angarano, bensì dell’allentamento delle restrizioni Covid.

Una migliore programmazione, congiuntamente a un po’ di coraggio, avrebbe potuto far recuperare a Bisceglie il terreno perso nei confronti delle città limitrofe. Per quanto fortemente sponsorizzata, causa vicinanza dell’appuntamento elettorale, l’estate biscegliese risulta fallimentare: un solo importante evento in grado di avvicinare gente e una visione progettuale parziale e temporanea non possono salvare la Bella Stagione.

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