Anche Angarano firma l’appello dei sindaci del Sud: «Salviamo l’olio e la nostra agricoltura»

Anche il Sindaco di Bisceglie, Angelantonio Angarano, è tra i 23 i sindaci pugliesi che chiedono al Governo Nazionale e Regionale di adottare con una certa celerità misure idonee che possano servire all’abbattimento dei costi di mantenimento e alla produzione, in particolare delle aziende olivicole e vitivinicole, tramite un equo ristoro per ettaro coltivato (almeno mille euro) e l’abbattimento dei costi energetici per le aziende di molitura e trasformazione.

«La pandemia, la crisi climatica con particolare riferimento alle condizioni di siccità verificatesi nelle nostre regioni, tanto da far prevedere un decremento della produzione pari al 30% rispetto agli anni precedenti, nonché l’aumento irragionevole dei costi energetici, hanno determinato una situazione di gravissima crisi senza precedenti del comparto olivicolo e in tutti i settori agricoli che potrebbe infliggere un colpo mortale alla già fragile economia dei piccoli comuni che vivono prevalentemente di monocoltura olivicola, ma anche dei centri più grossi a vocazione agricola», spiegano in una nota. «I rincari a catena, l’aumento dell’inflazione, la crescita esponenziale dei prodotti petroliferi, del gas e delle materie prime legate alla molitura delle olive e al relativo confezionamento, hanno fatto crescere i costi in maniera insostenibile, a fronte di una svalutazione dei prezzi di vendita, mettendo in pericolo il reddito delle famiglie che vivono in una realtà di depauperamento demografico ed economico. L’olivicoltura, soprattutto, per i nostri territori rappresenta la speranza di un rilancio economico, la presenza di molteplici Cultivar infatti dà vita ad oli con profili organolettici unici nel panorama mondiale. Intervengano subito il Governo Nazionale, le Regioni e l’U.E., per dare risposte concrete all’emergenza del settore olivicolo e di tutto il settore agricolo, riservando la stessa attenzione che le SS.VV hanno avuto per altri settori produttivi», sottolineano.

«E’ necessaria una riforma strutturale del comparto che porti a un Piano olivicolo nazionale, per dare risposte ad un settore che è vitale per l’economia di tante piccole realtà, basti pensare che le regioni Puglia, Calabria e Sicilia coprono il 70% della produzione nazionale di olio. Si stabiliscano regole chiare per tracciare la provenienza di olive e di olio immessi nel territorio nazionale da Paesi comunitari e/o extra comunitari, che impediscano di commercializzare tali prodotti come Italiani. Il Ministero dell’Agricoltura e gli Assessorati all’Agricoltura delle Regioni meridionali siano garanti della ripresa delle quotazioni delle olive e dell’olio, anche incentivando i marchi Igp, al fine di favorire scambi e prezzi equi assumendosi l’onore e l’onere di portare la presente istanza nelle opportune sedi sia a livello Nazionale che Comunitario. Non si può consentire che l’economia di un territorio sia distrutta senza che gli organi deputati alla salvaguardia dei territori e della popolazione intervengano con la massima celerità. Al fine di tutelare l’olivicoltura e più in generale l’agricoltura, che rimangono un cardine fondamentale dell’economia dei nostri territori, i Sindaci e le Amministrazioni combatteranno a fianco delle nostre comunità, mettendo in essere ogni iniziativa utile per fronteggiare questa grave emergenza sociale ed economica, ivi compreso l’acquisto a prezzo equo di quantitativi simbolici d’olio da donare alle Caritas perché siano destinati alle famiglie indigenti, al fine di dare un segnale ai grandi gruppi commerciali che tendono a svalutare il prezzo del prodotto», prosegue la nota dei Sindaci del sud.

«Chiediamo – concludono i 23 firmatari – inoltre di incentivare l’uso di olio extravergine d’oliva e altri prodotti agricoli a km zero nelle scuole, negli ospedali, nelle università, negli istituti penitenziari e più in generale nella ristorazione collettiva»

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