Rifiuti abbandonati nell’agro, a chi tocca ripulire: «Non agli agricoltori», secondo la Cia

Tonnellate di rifiuti sversati illegalmente nelle campagne pugliesi. Anche il nostro agro ne è “saturo” (strada San Pietro, San Mercuro, Lama Dattola, in particolar modo). Il fenomeno, oggetto di un’inchiesta della Direzione Investigativa Antimafia, è drammatico e pressante soprattutto in provincia di Foggia, per la vicinanza di questa con la Campania, da dove si è appurato provenga la maggior parte di tir, camion e furgoni che nelle ultime settimane hanno trasformato alcuni tratti di campagna in vere e proprie discariche. I danni maggiori sono per le aziende agricole costrette dalla legge a farsi carico dello smaltimento, di tasca loro, per non incappare in sanzioni penali e pecuniarie. Oltre il danno la beffa.

A seguito di approfondimenti normativi da parte del responsabile ufficio legislativo di Cia Puglia Massimo Fragassi, l’organizzazione sindacale degli agricoltori ha rilevato come questo ingiusto ed enorme fardello non possa e non debba ricadere sulle spalle delle imprese agricole.

“Il Testo Unico sull’Ambiente e la giurisprudenza amministrativa che ne applica le norme impongono al Comune l’onere giuridico di provare la negligenza del proprietario nella cura del fondo in cui terzi abbandonino rifiuti”, ha spiegato Gennaro Sicolo, presidente di CIA Puglia e vicepresidente nazionale di CIA Agricoltori Italiani. “In altre parole, il Comune può ordinare al proprietario la rimozione e lo smaltimento di quanto sversato da ignoti unicamente ove riesca a provare, con atto motivato e documentato, la trascuratezza nella gestione del bene e lo stato di abbandono del luogo”. “Ciò premesso – ha aggiunto Massimo Fragassi – è di tutta evidenza come tale prova risulti di ardua dimostrazione, ove il proprietario del fondo sia un agricoltore e quel terreno sia la sua unica o principale fonte di reddito, essendo per ciò stesso quel bene oggetto di una cura necessariamente attenta e peculiare. Ciononostante, i Comuni, di prassi, si limitano ad imputare al proprietario una colpa generica consistente di solito nell’assenza di recinzione o di videosorveglianza del fondo. Questa pretesa è evidentemente errata”, ha spiegato Fragassi, “poiché il nostro ordinamento non prevede alcun obbligo specifico di vigilanza in capo al proprietario, tanto meno quello di recintare o videosorvegliare il bene, essendo al riguardo sufficiente che la cura del fondo sia improntata all’ordinaria diligenza media. Questo dato, che è meramente giuridico, rende illegittimi nel merito molti dei provvedimenti amministrativi adottati in materia, tralasciando i vizi di forma che spesso si rinvengono in quegli atti, in primo luogo riguardo all’assenza delle garanzie di legge a presidio del contraddittorio tra Comune e proprietario del fondo”.

Gennaro Sicolo, dunque, ha annunciato che “CIA Agricoltori Italiani di Puglia intende aiutare gli agricoltori che oltre al danno di vedersi invase le campagne da tonnellate di rifiuti, subiscono anche la beffa assolutamente ingiusta di dover provvedere nel minori tempo possibile, e accollandosi migliaia di euro di spese, a sgomberare e conferire i rifiuti. Intanto, è bene che gli agricoltori siano informati della normativa e della tutela che l’ordinamento garantisce loro. Le aziende agricole e gli studi legali che ne tutelano i legittimi diritti e interessi devono sapere come difendersi. Con ANCI, l’Associazione Nazionale dei Comuni d’Italia, intendiamo avviare un confronto anche su questa problematica. E’ necessario che le Amministrazioni comunali ma anche le forze dell’ordine abbiano piena e assoluta consapevolezza della drammaticità e della complessità del problema da ogni punto di vista, non ultima l’estrema difficoltà in cui si trovano le aziende agricole che subiscono la criminale attività di sversamento illegale di rifiuti posta in opera dalla camorra e dalle altre mafie sul territorio”.

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