Bisceglie, teatro: il 13 gennaio in scena Medea del Teatro Patologico

L’obiettivo è rendere il teatro sempre più la casa di tutti, senza distinzioni, ostacoli o barriere, fisiche o culturali, dimostrando così come il linguaggio teatrale sia in grado di valicare tutte le differenze rendendosi accessibile a tutti, sempre. Le parole d’ordine attraverso cui raggiungere questo risultato sono inclusività, accessibilità, socialità, comunità. Le stesse parole su cui si fonda il movimento teatrale chiamato Teatro Patologico fondato da Dario D’Ambrosi che arriverà a Bisceglie il 13 gennaio con lo spettacolo “Medea” al Politeama Italia (porta ore 20.30, sipario ore 21)., nell’ambito della stagione teatrale organizzata dal Comune di Bisceglie in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese.

Ad accompagnare la rappresentazione di “Medea” della Compagnia Teatro Patologico ci sarà il giornalista Rai Domenico Iannacone che in una delle puntate del programma d’inchiesta “I dieci comandamenti” da lui ideato e condotto per sette anni su Rai3 ha ospitato e raccontato il lavoro della Compagnia, dimostrando una grande sensibilità per il Teatro Sociale e continuando a lavorare con Dario D’Ambrosi anche in seguito. Iannacone dialogherà con Dario D’Ambrosi, attore e regista, fondatore della Compagnia.

Il progetto realizzato dalla Compagnia Teatro Patologico insieme al Teatro Pubblico Pugliese prevede, accanto alla messa in scena dello spettacolo “Medea”, anche un incontro con gli studenti la mattina del 13 gennaio, alle ore 11, all’IISS “Sergio Cosmai” e un incontro con il pubblico al termine dello spettacolo al Politeama Italia. Agli appuntamenti parteciperanno Domenico Iannaccone, Dario D’Ambrosi e la compagnia dello spettacolo.

 

Tra i principali artisti di avanguardia in Italia, D’Ambrosi da giovanissimo si è fatto rinchiudere per 3 mesi in un manicomio per capire cosa fosse la malattia mentale. Di quell’esperienza Dario ne fa ancora uno scopo di vita. A Roma dal 1992 il Teatro Patologico accoglie persone affette da disagio mentale che attraverso la recitazione trovano il modo di comunicare e di uscire dall’isolamento. Un’esperienza unica nel suo genere che ha portato alla creazione del primo corso universitario del “Teatro integrato dell’emozione” destinato a chi è affetto da disturbi mentali.

“Il debutto in Puglia è un evento che mi entusiasma profondamente – esordisce D’Ambrosi -. Questo viaggio è successivo all’esordio in Germania, nella città di Friburgo, con il mio spettacolo «Tutti non ci sono» sulla legge 180. Ma non è solo questo, a rendermi orgoglioso: a seguito di una lunga tournée negli Stati Uniti, in occasione dei festeggiamenti per i miei 40 anni dal debutto artistico presso il famoso Cafè La MaMa di New York – un teatro Off-Off di Broadway nel quale hanno debuttato attori del calibro di Robert De Niro, Al Pacino, Peter Brook, Pina Bausch e molti altri – ho avuto il privilegio di ricevere presso le Nazioni Unite di New York (ONU) il riconoscimento come ambasciatore per la disabilità nel mondo; a seguito di questo importante momento, ho poi proseguito e concluso la tournée nelle città di Los Angeles e San Francisco, con le repliche dello spettacolo «Tutti non ci sono», con critiche entusiastiche e standing ovation ripetute in ogni luogo”.

E prosegue: “Essere in Puglia con Domenico Iannacone è straordinario; ritengo di dover porgere i miei ringraziamenti al Teatro Pubblico Pugliese per aver organizzato incontri aperti al pubblico, poiché considero Domenico uno dei personaggi più validi, una delle menti più acute della televisione pubblica italiana. Sono certo che, insieme a lui, saremo in grado di stimolare giovani e studenti, per dare loro visione e prospettiva circa i percorsi e le strade che intraprenderanno nel futuro. Considero i nostri, dei veri e propri appuntamenti da non perdere. Vi aspetto”.

“Chiunque si avvicini al Teatro Patologico ne rimane folgorato. Ed è quello che è successo a me. In un istante ho capito di trovarmi di fronte ad una esperienza unica al mondo in grado di ribaltare il concetto di disabilità mentale – aggiunge Domenico Iannacone -. Dario D’Ambrosi attraverso il teatro fa compiere una vera e propria metamorfosi esistenziale ai suoi attori. L’esperienza umana, a tratti difficile e dolorosa di ognuno di loro, si fonde alla forza della recitazione e diventa una vera e propria liberazione della mente e del corpo.  Ho avuto la fortuna di poter raccontare le loro storie personali nel film documentario l’Odissea, andato in onda su Rai3, e vi confesso che da allora la mia prospettiva sulla disabilità e sulla fragilità non è stata più la stessa”.

Il progetto proposto da Dario D’Ambrosi e dal suo Teatro Patologico, in collaborazione con l’Università di Roma “Tor Vergata”, è di portare in scena una particolarissima versione della “Medea” di Euripide, a conclusione di un intenso e riuscito percorso teatrale, quello della scuola di formazione teatrale per ragazzi diversamente abili “La Magia del Teatro”. Lo spettacolo vede in scena ragazzi con disabilità e attori professionisti, tra cui Almerica Schiavo nel ruolo di Medea, Dario D’Ambrosi nel ruolo di Creonte e Paolo Vaselli. L’adattamento possiede come elemento centrale il rapporto tra corpo e linguaggio: un corpo che si fa lingua e comunicazione, grazie all’importantissimo ruolo che ricoprirà la musica dal vivo di Francesco Santalucia e Francesco Crudele in arte Papaceccio. La scelta del testo ed il successivo lavoro di sperimentazione dimostrano che il lavoro di D’Ambrosi con i ragazzi con disabilità, non sono solo una forma di terapia, ma anche la fantastica possibilità di espressione artistica ed emotiva, un luogo di aggregazione e di formazione entusiasmante in cui giocare e divertirsi sul serio, in cui i ragazzi disabili hanno potuto sentirsi ed essere finalmente protagonisti.

Questa particolarissima versione di “Medea” nel 2017 è stata presentata anche alle Nazioni Unite di New York in occasione della Giornata internazionale delle Persone con Disabilità (4 dicembre). E Dario D’Ambrosi nel 2018, nella sede dell’Ambasciata d’Italia nel Quartier Generale delle Nazioni Unite, ha ricevuto il prestigioso riconoscimento DESA, in particolare per l’istituzione del Primo Corso Universitario al Mondo di “Teatro integrato dell’Emozione”. Attore, regista e autore di spettacoli che rappresentano pensieri e comportamenti di malati di mente, è da oltre quarant’anni uno dei più interessanti fenomeni teatrali della scena nazionale.

 

DOMENICO IANNACONE

Nato nel 1962 a Torella del Sannio (CB), ha iniziato giovanissimo la carriera giornalistica sulle testate regionali. È stato inviato di punta di “Ballarò” e “Presa diretta” (Rai3). Ha ideato e condotto, per sette edizioni, il programma d’inchiesta “I dieci comandamenti” e dal 2019 è in onda con “Che ci faccio qui”, uno tra i programmi di approfondimento più seguiti di RaiTre. Per cinque volte gli è stato attribuito il Premio Ilaria Alpi. Nel 2015 ha vinto il Premio Paolo Borsellino e nel 2017 il Premio Goffredo Parise. Con il film documentario “Lontano dagli occhi” ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti internazionali, aggiudicandosi nell’ordine: il Civis Media Prize di Berlino, il Real Screen Awards di Los Angeles e il Peace Jam Jury Awards di Montecarlo. Nel 2018 con “Siamo tutti matti”, un racconto spiazzante della follia, vince il Festival del Cinema di Spello. Nel 2019 il Centro Sperimentale di Cinema-Scuola di Cinematografia lo ha insignito del diploma honoris causa in Reportage Audiovisivo. Nel 2021 gli viene assegnato il Premio Kapuściński e sempre nello stesso anno il film documentario “L’odissea”, è stato premiato alla XIV edizione del Premio Moige. Nel 2022 è tra i vincitori de Il Premiolino, uno tra i più antichi e autorevoli premi dedicati al giornalismo.

Il suo modo di raccontare trae ispirazione dalla migliore tradizione documentaristica italiana e si pone a metà strada tra cinema neorealista e racconto giornalistico del reale.

DARIO D’AMBROSI

È uno dei maggiori artisti d’avanguardia italiani, creatore del movimento teatrale chiamato Teatro Patologico. Attore, regista e autore di spettacoli che rappresentano pensieri e comportamenti di malati di mente, è da oltre quarant’anni anni uno dei più interessanti fenomeni teatrali della scena nazionale.

Fin da giovanissimo mostra una grande passione per il teatro unita all’interesse per lo studio delle malattie mentali, tanto da farsi internare per tre mesi all’ospedale psichiatrico Paolo Pini di Milano per osservare da vicino il comportamento degli psicopatici. Da queste due passioni nasce la formula del suo teatro, definito “teatro patologico” da uno di quei primi critici che si spinge fino allo spazio di via Ramazzini, a Roma, per assistere ai suoi primi lavori. Gli spettacoli del Teatro Patologico tendono ad indagare la follia, quella vera dei malati, al fine di ridare, come sostiene D’Ambrosi stesso, “dignità al matto”.

Dal 2016, fonda il Primo Corso Universitario al Mondo di “Teatro Integrato dell’Emozione” in collaborazione con l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” con il Dipartimento di Psichiatria diretto dal Prof. Alberto Siracusano, un percorso di studi interamente rivolto a persone con disabilità fisica e psichica.

Da anni D’Ambrosi lavora anche come attore per il cinema e la televisione e ha realizzato la regia di alcuni film. Nel 1997 è apparso nel film per la tv Don Milani, a fianco di Sergio Castellitto. È Angelo Lupi in Padre Pio di Giulio Base, mentre nella Uno Bianca di Michele Soavi è il commissario Monti. Interpreta il ruolo del flagellatore di Cristo nel celebre film La Passione di Mel Gibson e recita il ruolo del Capo Ispettore Canton all’interno della fiction Romanzo Criminale.

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