L’attore Nicola Losapio alla Giornata Nazionale del Dialetto

«Una straordinaria serata dedicata alla Giornata Nazionale del Dialetto. Una manifestazione che ha riunito attori, compagnie teatrali e cultori del dialetto biscegliese con un unico obiettivo comune: preservare l’idioma locale e divulgare cultura.» dice Nicola Losapio al termine della Giornata Locale del Dialetto, un evento di straordinario successo ideato dall’Associazione “La Canigghie de Vescègghie” e dalla Pro Loco di Bisceglie (BAT).

La serata, svoltasi lo scorso 17 gennaio in occasione della Giornata Nazionale del Dialetto, ha visto Losapio recitare un estratto di “Bagliore di luna… e póie u saule, lo spettacolo di grande successo diretto dal regista Francesco Sinigaglia e scritto dal poeta Demetrio Rigante. Un’interpretazione che ha emozionato e commosso il folto pubblico presente nella sede della Società Operaia di Mutuo Soccorso Roma Intangibile di Bisceglie.

 

L’evento. «Celebrare il dialetto vuol dire affermare continuamente la nostra storia, la nostra cultura e le nostre tradizioni. Le tradizioni di un popolo che vive il progresso con un occhio al passato. Questo, secondo me, è il significato della Giornata Nazionale del Dialetto. Sono orgoglioso di aver partecipato a questa iniziativa che da anni riceve il plauso e l’attenzione del pubblico biscegliese. Un particolare ringraziamento va al presidente della Società Operaia di Mutuo Soccorso Pasquale D’Addato per la cortesia e l’ospitalità, all’associazione della crusca biscegliese “La Canigghie”, organizzatrice della serata; al poeta Demetrio Rigante autore del nostro spettacolo “Bagliore di Luna”, al nostro regista Francesco Sinigaglia della CompagniAurea per aver coordinato le nostre esibizioni e al sindaco di Bisceglie Angelantonio Angarano. Un plauso va al bravo Donato De Cillis, presentatore e presidente del Circolo Unione di Bisceglie e a tutti gli amici attori che hanno pregiato la serata con la loro presenza e la loro bravura, rendendo speciale questo evento.» dice Nicola Losapio.

Bagliore di luna. «In “Bagliore di luna” interpreto Cristoforo, un vecchio mendicante che incontra Maddalena, un’alunna di quarta elementare. La bambina, constatando le difficili condizioni di vita del senzatetto, lo invita a cena a casa sua. Una commedia familiare, sulla vita quotidiana e sulle contraddizioni che si affrontano su particolari tematiche sociali, come l’integrazione e l’inclusione sociale. Nel corso di questa serata, insieme alla piccola e talentuosa Alice Feleqi, abbiamo recitato un dialogo tra Cristoforo e Maddalena, che ruota attorno alla domanda: “Come Dio ci chiama a sé?”; un quesito al quale il mio personaggio risponde dicendo che la vita è come il gioco della roulette: sappiamo quando si alza il sipario ma non sappiamo quando calerà.»

I giovani e il dialetto. «L’aspetto più bello di “Bagliore di luna” è quello di poter recitare con i ragazzi e con i giovani attori della “CompagniAurea”. Una grande emozione e una meravigliosa esperienza di vita che arricchisce ciascuno di noi, e che rappresenta quel “passaggio di consegne” tra giovani e meno giovani che consente alle tradizioni e al dialetto locale di continuare a vivere attraverso le generazioni.»

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