Servizio Civile in Caritas, le prime impressioni dei giovani

Giovani, competenti, laureati in discipline diverse, disponibili, volenterosi e solidali: parliamo di, Valentina Di Nardo, Miriana Germinario, Gianluca L’Erario e Gemechis Paparella i quattro giovani selezionati per svolgere il Servizio Civile presso la struttura dei Cappuccini della Caritas cittadina lo scorso maggio da una Commissione Caritas Regionale seguendo criteri ministeriali.

Il Servizio Civile Universale è la scelta volontaria di dedicare alcuni mesi della propria vita al servizio di difesa, non armata e nonviolenta, della Patria, all’educazione, alla pace tra i popoli  attraverso azioni per le comunità e per il territorio. Il Servizio consiste nel prestare attività svolgendo incarichi di assistenza o di utilità sociale o di promozione culturale.

In occasione del convegno ecclesiale del 1976, la Caritas ha ricevuto dalla Chiesa italiana il compito di promuovere l’obiezione di coscienza ed il servizio civile, compito che persegue tuttora con rinnovata convinzione attraverso progetti di servizio coordinati dalle Caritas  Diocesane.

Il Progetto della Caritas biscegliese, presentato grazie alla collaborazione  di Giuseppe Russo della Caritas regionale (al quale va il grazie più sentito), promuove attività volte a contenere e ridurre situazioni di povertà ed emarginazione a favore delle categorie più fragili e deboli della nostra comunità.

Erano arrivate dieci domande alla Caritas cittadina: degli otto che si sono presentati i primi quattro in graduatoria avevano preso servizio il 25 maggio. Uno di loro aveva trovato lavoro per cui è stata chiamata la prima idonea non ammessa, che ha iniziato l’8 giugno.

 

25 ore settimanali di lavoro, in turni (mattino o pomeriggio)  e 72 ore di formazione da spalmare nel corso dell’anno per un compenso di 500 euro al mese: sono questi i dati essenziali che il Servizio Civile offre ed i quattro giovani sono contenti per questo e mettono a disposizione della struttura Caritas le loro innumerevoli competenze.

 

Sergio Ruggieri, coordinatore cittadino della Caritas, giudica favorevolmente il loro arrivo e vuole “utilizzare soprattutto le loro competenze informatiche per completare il lavoro di immagazzinamento dati degli utenti che si avvicinano ai vari servizi oltre che supportare le Caritas parrocchiali nello stesso compito.

 

Una chiacchierata piacevole per sondare il loro approccio a questo loro nuovo lavoro.

 

Inutile nascondere che l’incentivo economico e la possibilità di poter usufruire di un punteggio per accedere all’insegnamento o ai concorsi pubblici sono stati un valido motivo per intraprendere il percorso di servizio civile: la difficoltà di trovare lavoro senza essere “sfruttati” come accade a tanti giovani impegnati in un lavoro estivo è una piaga che affligge i nostri giovani, anche se laureati, se non emigrati.

 

Gianluca e Gemechis avevano già una certa dimistichezza con le attività Caritas sia per aver servito più volte come volontario nei “Pranzi Caritas” il primo, sia per aver dato la disponibilità alla Caritas della parrocchia di appartenenza il secondo.

 

Le due ragazze, invece, per averne parlato coi propri genitori, vicini alle Caritas parrocchiali.  Tutti e quattro, comunque, ritengono il “servizio” in Caritas un banco di prova per toccare con mano la situazione socioeconomica in cui versa la popolazione più in difficoltà in questo momento e una maniera per “migliorarsi”. “ E non sono immigrati o extracomunitari quelli che incontriamo” mi dicono “sono in maggioranza italiani e biscegliesi”

 

L’essere giovani e disponibili facilita loro la comunicazione con gli utenti, pronti ad “aprirsi” con chi mostra un orecchio attento ai loro bisogni ed un cuore aperto. E mi raccontano le “piccole confidenze” ricevute, gli sfoghi per torti subiti o per problemi economici da affrontare. Ma anche delle “gioie” come di quell’utente proveniente da Trani che finalmente aveva ottenuto una camera in “Casa Barbiana”. “Desideriamo lo stesso rispetto che noi mostriamo loro” concordano tutti e quattro anche se spesso questo non avviene.

 

Ai quattro nuovi supporter della Caritas è stata messa a disposizione una stanza dove potranno effettuare i loro lavori e due sono i riferimenti a cui rivolgersi: il dott. Giuseppe Ruggieri, OLP Operatore Locale di Progetto Tutor del Progetto (presenze, turni, permessi, attività di formazione) ed Antonio L’Erario, che della struttura dei Cappuccini conosce i più segreti meandri e organizza, coordina e risolve molti problemi di utenti e volontari.

 

“La Caritas di Bisceglie è quella che offre maggiori servizi agli assistiti” dice Valentina; “ ne abbiamo avuto conferma durante il primo corso di formazione svoltosi ad Ostuni a cui abbiamo partecipato con gli altri giovani del Servizio civile Caritas regionale”. Infatti nelle altre Caritas è solo uno il servizio  offerto (mensa o assistenza notturna o altro), “Qui a Bisceglie siamo impegnati su vari fronti” aggiunge Gianluca “ RecuperiAmoci, emporio ecosolidale, centro di ascolto, perciò il nostro contributo è vario in base alle necessità e ci organizziamo in turni”.

 

Gemechis fa notare come “la distribuzione di cibo fresco è il servizio più richiesto” ed è quello in cui già da prima dell’incarico il giovane etiope/italiano era impegnato come volontario. E Miriana sottolinea come “sono rimasta meravigliata dall’enorme spreco di cibo che viene fatto e dalla quantità che viene raccolta dai volontari!” E’ questo che forse “scandalizza” un po’ tutti e quattro e li ha fatto ripensare anche ai propri atteggiamenti. “Ma anche dalla quantità di capi di abbigliamento deferiti all’emporio” aggiunge Valentina “il voler rincorrere le mode fa consegnare capi a volte con l’etichetta integra”. Queste affermazioni fanno riflettere come la campagna su zero rifiuti che Caritas e Rotary fanno nelle scuole non debba assolutamente interrompersi!

 

“Sono una grande risorsa per noi queste quattro giovani forze che affiancano i nostri volontari” ribadisce Sergio Ruggieri; “i bisogni degli utenti sono tanti e le forze volontarie a volte insufficienti a soddisfare tutte le esigenze, spesso affidate a pensionati che danno disponibilità una o due volte alla settimana”. “L’essere presenti tutti i giorni, avere capacità di apprendere velocemente dai volontari le modalità di lavoro, avere la flessibilità di modificare l’atteggiamento da tenere in base alle esigenze degli utenti ed essere capaci di introdurre anche qualche cambiamento in positivo sono elementi che rendono preziosissimo il contributo dei giovani operatori” conclude il responsabile del Progetto Giuseppe Ruggieri.

 

 

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articoli correlati

Arca Alleanza Bisceglie. “Inclusione sociale e sostegno alla genitorialità”, al via il ciclo di incontri gratuiti

Il progetto Non ti scordar di te prosegue il suo cammino e parallelamente alla cura del Giardino dei sensi, inaugura il ciclo di incontri dedicati al supporto alla genitorialità. Il primo appuntamento è previsto venerdì 29 settembre a partire dalle ore 18 nella sede del Pineto di Trani (via Annibale Maria di Francia 189) e […]

“Arte in cucina food community”, al via seconda edizione di “Direzione longevità”

“Arte in Cucina – food community“, ideata dalla promoter Angela Caccialupi, presenta a Bisceglie la seconda edizione del meeting “Direzione longevità”, sabato 14 ottobre alle 18:00, nella cornice dello Sporting Club, presieduto da Antonio Belsito, in Strada del Carro 98. Direzione Longevità fa seguito all’ultimo appuntamento divulgativo tenutosi il 15 aprile con gli esperti Mina Lopez, Fabio Cassanelli, Umberto Palazzo e Luigi Aprile. L’incontro tematico, […]

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: