
Cari amici miei, avrete letto e/o ascoltato la diplomatica replica alle vostre richieste, dirottata in un «è tutto senza scopo di lucro, per mera passione, per amore verso la nostra città e la voglia di scrivere».
Avrei potuto scegliere la risposta dell’aggressività, dell’umiliazione, dello “statt a cast che nan m’ seirv”, ma ho optato per il “restiamo amici”, restiamo rivali “colleghi”.
Ne “La diretta”, con “La diretta” sono nati ragazzetti di nome Nico Aurora, Antonio Procacci, Lucio Palazzo, Lucrezia D’Ambrosio, Aldo Losito, Michele Pellicani (mi perdonassero tutti gli altri non citati, sto scrivendo a braccio). Giovanotti, molti dei quali ancora minorenni, presi “dalla strada”, con la passione e la voglia di scrivere, di raccontare, di formarsi, di “amare la via che stavano per intraprendere”. Ed anche io avrei potuto seguirli in carriera, se la mia testa dura non m’avesse fatto rifiutare una ghiotta proposta giunta da RaiTre. Ma avrei dovuto lasciare Bisceglie, gli affetti, gli amici, la libertà. Declinai l’invito.
Dunque, riprendiamo. Come fosse il primo giorno. Ho accolto con favore ed entusiasmo il ritorno di Nicola Ambosino perchè ama Bisceglie come me, e non il denaro e la prostituzione giornalistica, lo scopo di lucro. E accoglierò tutti gli amici che vorranno salire a bordo per le stesse ragioni e con le stesse motivazioni.
Nel mentre, cerco nuovi diciottenni, minorenni. I “pasionari” del Ventunesimo secolo.
Maurizio Rana
