
Il titolo nasce dal nostro essere, dal nostro modo di guardare le cose. La parola “nostalgia” assume un significato profondo e vasto, oltre a richiamare un’antica tradizione letteraria, si adatta perfettamente alla società attuale. La nostalgia non è solo ricordo, ma anche attesa, amore per la propria terra d’ origine. Alla luce dello stato attuale, è scomparsa l’idea di futuro, poiché la tecnologia ha preso il sopravvento, è rimasto solo il concetto di presente.
Contrariamente a quanto si può pensare, il testo non mette in evidenza l’aspetto teologico, bensì quello della razionalità. La sua pubblicazione nasce per aprire la mente, vedere la vita sotto un’altra prospettiva, per questo traspare un messaggio di positività, felicità. Sono gli dei, che danno un senso, sostanza, lungimiranza alla vita, uno dei dieci dei è la patria, un amore che si dilata in cerchi concentrici, dove quello più grande è l’appartenenza. Analizzando la loro figura, si configurano come proiezioni, protezioni, connessioni.
Il giornalista ha voluto appositamente ripercorrere un viaggio nel passato, un’analisi dell’io interiore, tormentato dal malessere del nostro tempo, è stato esaltato il valore della famiglia, legame insostituibile, che determina l’esistenza dell’umanità.
Annamaria Iannelli
