
A distanza di quindici chilometri, infatti, un libro era diventato dalla parte di Corato un rifiuto da mandare in discarica e dall’altra, Bisceglie, considerato un patrimonio di inestimabile valore.
Il tutto a causa di una campagna pubblicitaria commissionata dall’azienda locale che si occupa anche di raccolta differenziata di rifiuti, che su enormi manifesti metteva a confronto un modernissimo tablet con un un libro con le pagine ingiallite.
Il tutto con tanto di messaggio alla cittadinanza: «Preferisci i prodotti durevoli con minore impatto sull’ambiente. Produrre meno rifiuti è una tua scelta».
Ne è scaturita una guerra di opinioni. Con tanto di intepretazioni diverse, a seconda della provenienza delle affermazioni. «Nessun attacco alla cultura», si erano giustificati gli autori del manifesto. Che, però, nel mentre si sono ben guardati dal provvedere a coprire i messaggi negativi e a rimuovere il manifesto.
(foto: lagazzettadelmezzogiorno)
