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“Estate Biscegliese”, Di Pinto (operatore del settore): servono strategie, obiettivi e risultati

Ho partecipato all’assemblea pubblica “inAscolto” promossa dall’amministrazione comunale di Bisceglie dal tema “Politiche turistiche e culturali”. In qualità di biscegliese e professionista in ambito marketing e organizzazione eventi professionali (sono fondatore della Vision Management), ho espresso le mie perplessità sul bando per l’Estate biscegliese denominato “Bisceglie sull’onda”.

Faccio una premessa. La mia attenzione su queste tematiche è di carattere scientifico e professionale, visto che il mio percorso si è sviluppato su formazione accademica, esperienze in importanti agenzie nazionali, aziende e, 5 anni fa ho fondato un’agenzia, proprio a Bisceglie, che oggi lavora in tutta Italia per aziende importanti, multinazionali ed Spa. Il nostro lavoro è fatto di strategie, obiettivi e risultati che presentiamo ai nostri clienti e sulla base dei quali viene valutato il nostro operato.

Secondo la mia esperienza, quindi, per sviluppare il turismo o semplicemente settori che hanno rilevanza per l’economia della città, non si può prescindere da investimenti strutturali e progettuali che vadano a dare delle linee guida che permettano agli operatori del settore di strutturare proposte.

In pratica, l’unico modo che conosco per migliorare e sviluppare una tematica ben precisa è lavorare per strategie, obiettivi e risultati, così come lavorano le aziende serie che fanno del marketing uno dei loro capisaldi. Per rendere meglio l’idea lavorare in maniera strategica significa: individuare uno o più obiettivi specifici (esempio: incrementare il flusso di gente che arriva dai paesi limitrofi nei giorni feriali dei mesi di giugno e luglio) stanziare un budget di riferimento mettere in gara, in maniera assolutamente trasparente, i professionisti del settore (o a limite le associazioni), che sulla base del piano operativo preparato dall’amministrazione possano presentare le loro proposte.

Lavorare in ottica di marketing su queste tematiche significa non guardare solo al puro intrattenimento con i soliti spettacolini, gruppi musicali e animazioni per bambini. Significa presentare proposte che vadano anche oltre, come possono essere installazioni di più giorni, piani di promozione e pubblicità, iniziative capaci di coinvolgere attivamente le attività commerciali ecc….

In sostanza proporre e pianificare qualcosa che vada oltre il solito contributo per far passeggiare due mascotte sul corso, e che non hanno nessun ritorno né per l’immagine della città né per l’economica della stessa. Noi agenzie strutturate, quando parliamo di eventi, non facciamo riferimento solo ad intrattenimento, spettacoli e animazione. Per noi eventi sono anche iniziative di marketing che possano generare rigori economici per le attività. Per fare solo un esempio: per noi evento è anche l’organizzazione di un sistema di distribuzione di buoni da spendere nelle attività commerciali, in determinati periodi, sulla base di acquisti fatti durante specifiche manifestazioni. Organizzare in sostanza qualcosa che possa generare un ritorno. Eventi per noi sono anche corsi di formazione per le strutture ricettive e per i ristoranti in modo da generare un’offerta di qualità e soprattutto un servizio impeccabile, cosa che ad oggi purtroppo non possiamo registrare. Si pensi, per esempio, e si prenda spunto dal sistema Rimini e dalla riviera romagnola che è la zona in Italia che riesce a dare la migliore offerta in materia di turismo. Dovremmo cambiare visione ed evitare di prendere meriti inesistenti, per il sol fatto che mettendo qualche spettacolino sul corso di domenica si nota il passeggio di gente.

La gente biscegliese che passeggia sul corso la domenica c’è sempre, ma non è da questo che si può generare turismo e sviluppo economico. In questo auspicavo una vera svolta e invece, ahimè, devo registrare una assoluta continuità rispetto al modus operandi del passato. Il bando in questione, infatti, è assolutamente in linea con le ultime programmazioni dell’Estate biscegliese.

Non detta delle linee guida ma lascia aperta a tutti la possibilità di presentare delle proposte senza nessun criterio, senza alcun budget di riferimento e senza la necessità di presentare un curriculum del soggetto proponente, che dia una garanzia di affidabilità sul progetto e sulla sua realizzazione. In pratica tutta la responsabilità delle iniziative che dovrebbero sviluppare il turismo e l’estate a Bisceglie, sono affidate al buon senso dei cittadini e delle associazioni che, per statuto, dovrebbero perseguire dei loro obiettivi e non è detto che si sposino esattamente con le esigenze del Comune. In pratica, il Comune non si assume la responsabilità di realizzare un piano di investimenti che possano creare sviluppo economico, e questo è davvero assurdo per una cittadina posizionata sul mare, che presenta punti storici rilevanti e che ha nel suo dna una grande offerta enogastronomica. In merito alle associazioni, poi, vorrei fare delle precisazioni. La maggior parte delle stesse sono formate da professionisti e persone di assoluto valore che mettono una grande passione nei progetti che portano avanti e nutro, nei loro confronti, la massima stima. Inoltre riconosco a queste associazioni il merito di lavorare sempre e tanto, da tanti anni, a prescindere dal colore dell’amministrazione.

Come già detto, però, le associazioni, per statuto, hanno delle finalità che non è detto si incastrino con le finalità ben precise che un’amministrazione dovrebbe delineare per sviluppare una precisa tematica. Quindi, se da un lato sono del parere che le associazioni che operano bene debbano essere sostenute con tutti i mezzi possibili, dall’altro penso che un lavoro così importante, come quello di sviluppo economico e turistico della città, non possa essere demandato completamente alle associazioni o ai cittadini, senza un piano integrato e senza il lavoro di professionisti che invece lavorano per soddisfare a pieno le necessità del committente. E purtroppo, per lavorare bene, serve tempo e competenza e quindi trovo assolutamente necessario che ci sia il giusto riconoscimento, come in tutti gli altri settori.

Il mio giudizio negativo si rivolge, invece, a quelle associazioni che nascono sotto determinate amministrazioni e che “inspiegabilmente” iniziano ad avere incarichi, pur essendo nate da poco e avendo uno statuto che poco ha a che fare con gli incarichi ricevuti. Stranamente poi al cambio di amministrazione, queste stesse associazioni, spariscono e non operano più. A tal proposito mi piacerebbe invertire le tendenze del passato che hanno visto affidare eventi inaugurali di palazzi storici ad associazioni che si occupavano di artigianato o altro. Il mio invito all’amministrazione, quindi, è di guardare a queste tematiche in modo serio, con il valore che meritano e soprattutto creando un metodo trasparente di selezione e acquisizione dei fornitori, che possa garantire davvero un miglioramento. In pratica lavorare con piani strutturali e progettuali che possano dare dei risultarti misurabili nel breve, nel medio e nel lungo periodo. Tutto questo però va pianificato.

Da professionista so quanti e quali benefici un lavoro scrupoloso e professionale può portare e sono consapevole, invece, di quanto sperpero e inutilità può generare la gestione “amatoriale” di queste attività. La mia perplessità, in materia di marketing ed eventi professionali, è sempre la stessa: perchè se dobbiamo sistemare le strade o fare altri interventi strutturali chiamiamo le aziende che lavorano nell’ambito specifico mentre quando parliamo di marketing, eventi e comunicazione ci affidiamo a chiunque? Ringraziando comunque l’amministrazione per questo confronto e per aver dato la possibilità di esprimere delle perplessità, spero si possa prendere spunto per il futuro e che nel più breve tempo possibile si possa iniziare a lavorare su queste tematiche in maniera veramente strutturata.

 

Maurizio Di Pinto

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