
L’istituto bancario, nel suo ricorso, sosteneva che il corrispettivo pagato da Universo Salute, 5 milioni di Euro, non fosse congruo e che essendo ella stessa creditrice di una somma assai superiore (15.309.097,88, oltre interessi) la vendita fosse lesiva dei suoi interessi e di quella di altri creditori.
Il Tribunale invece, con richiamo a pronunce della Cassazione e numerosa giurisprudenza, nel rigettare il ricorso, ha chiarito che il prezzo a cui l’azienda è stata ceduta non derivava da quanto stimato in sede peritale, bensì dall’effettivo valore di mercato che è risultato a seguito della gara d’acquisto. Si ricorda infine che alla gara vinta da Universo Salute hanno partecipato numerose aziende provenienti da tutta Italia e che la proposta d’acquisto richiesta dal Ministero non riguardava solo l’offerta economica ma anche la dimostrata capacità di risanare l’azienda e l’assorbimento di tutto il personale esistente all’epoca del contratto.
(foto: Batmagazine)
