Il Sindaco Angarano ha firmato un’ordinanza con la quale dà il via libera alla riapertura degli H24, i cosiddetti distributori automatici a Bisceglie. Ma, a detta dei gestori, le condizioni per la riapertura sono letteralmente stravolte rispetto agli accordi presi qualche giorno fa durante un incontro tra gli stessi e il Primo Cittadino, nella circostanza accompagnato dall’Assessore Naglieri.
Andiamo in ordine.
Con la nuova ordinanza (la numero 65 dell’8 maggio) si stabiliscono questi obblighi da parte dei proprietari degli H24:
a) Installazione di meccanismi di presidio dell’accesso ai locali allo scopo di evitare la presenza di più di un utente per volta. Per il tempo necessario alla eventuale installazione di sistemi automatizzati ovvero al termine di validità delle prescrizioni di cui al citato DPCM, la regolazione degli accessi dovrà essere assicurata a mezzo presidio fisico da
parte di operatore incaricato dal titolare dell’azienda, riconoscibile (con pettorina ecc.) e munito dei necessari dispositivi di protezione;
b) Installazione di dispenser con disinfettanti e guanti monouso;
c) Sanificazione dei locali, dei contenitori, delle tastiere e di ogni suppellettile presente;
d) I clienti in attesa fuori dal locale, devono collocarsi lungo il marciapiede, assicurando il distanziamento minimo di un metro;
e) I clienti che hanno ritirato il prodotto devono allontanarsi con immediatezza, essendo vietato consumare nel locale ed anche fuori di esso, sino ad una distanza di 25 metri;
f) E’ fatto obbligo di apporre cartelli che illustrano comportamenti e distanze da rispettare.
E ancora: l’inosservanza delle disposizioni da parte di ogni singolo operatore commerciale titolare dell’esercizio commerciale comporterà l’immediata sospensione dell’attività di vendita intimata dagli agenti accertatori e l’irrogazione di una sanzione pecuniaria definita in misura fissa per l’importo di €400.00.
Queste le reazioni, invece, di alcuni degli imprenditori che gestiscono gli esercizi commerciali: «A queste condizioni non apriremo mai -commenta Nicola Caggianelli dello shop “Il Galletto”- . Siamo stati presi in giro, non erano questi gli accordi, abbiamo perso due ore a parlare con il Sindaco due giorni fa. Tempo sprecato».
«Era stato concordato altro -afferma, invece, Pasquale Soldani, gestore di altri shop-. Il punto fermo era che non sarebbe stato necessario un presidio fisso sulle attività, ma una vigilanza e un monitoraggio dell’esercizio al fine di evitare possibili assembramenti. Chi ha più shop non può essere presente su tutti i punti vendita contemporaneamente, anche perchè gira nei suoi shop per caricare i distributori e sistemarli a rotazione. Invece hanno fatto ordinanza con presidio fisso, pettorina e con tanto di sanzione e chiusura dell attività! Quando i veri assembramenti li vediamo ogni giorno per strada e nelle piazze! Leggendo l’Ordinanza di Angarano sembra che il virus nasca da dentro le nostre attività!»
