Si sono rivolti al segretario del loro partito per chiedergli di intervenire “nel modo più celere possibile” per porre rimedio a quanto accaduto nell’ultimo anno che ha segnato l’estromissione “dell’intera originaria classe dirigente sul territorio regionale, al punto che i massimi organi collegiali del partito risultano non rappresentativi della reale consistenza sul territorio”. A scrivere e firmare una lunga lettera indirizzata a Matteo Salvini sono 108 iscritti alla Lega in Puglia per i quali un intervento del segretario serve “per assumere ogni più opportuna iniziativa che restituisca compattezza e slancio alla sua azione politica, a cominciare da scelte urgenti che restituiscano ai pugliesi il buon governo del centrodestra dopo 15 anni di sinistra”.
Tra i firmatari ci sono ex segretari provinciali – come Enzo Balducci – e consiglieri comunali. Il partito, dopo l’annuncio della candidatura a governatore di Nuccio Altieri si sta sfilacciando. “Duole constatare come si sia del tutto interrotta ogni attività finalizzata alla formazione interna, alla riflessione e al coinvolgimento pubblico sui temi fondanti l’identità politica della Lega, in altre parole alla costruzione di una classe dirigente credibile, preparata e autorevole”, si legge nella lettera in cui si sottolinea “la sostituzione di fatto del gruppo dirigente con gruppi dirigenti di altre esperienze politiche, logori e poco spendibili”.
La conseguenza e’ stata la “mancanza di proficua presenza politica della Lega in Puglia dopo il grande successo ottenuto alle elezioni europee del 2019” che avrebbero potuto consentire al partito di “determinare un successo storico del centrodestra in Puglia anche rivendicando un proprio candidato presidente”. “Tutto questo – evidenziano i sottoscrittori dell’appello – non e’ stato fatto”. “In questi giorni e’ stato indicato un candidato presidente della Lega”, una candidatura “assolutamente priva del necessario riconoscimento sia all’interno dello stesso partito, che all’esterno perchè priva di consenso e radicamento territoriale che non avrà mai il consenso della coalizione e rischia solo di spaccarla”. Per i firmatari dell’appello a Salvini bisognava invece scegliere tra le “persone della Lega capaci, radicate e in grado di intercettare consenso” o tra esponenti della “società civile come accademici, imprenditori, figure di rilievo con sensibilità vicina a quella della Lega”. “Non e’ stato fatto – concludono – e le ultime iniziative rischiano di avere il solo di fine di favorire Emiliano e la sinistra”.
