Gli ultimi nubifragi e grandinate hanno dato il colpo di grazia alle ciliegie in Puglia dove si realizza il 40% del raccolto nazionale in una primavera che ha fatto perdere lungo la Penisola piu’ di un frutto su tre con il crollo dei raccolti, dalle pesche alle nettarine fino alle albicocche, ed un rincaro dei prezzi al consumo.
E’ quanto emerge da un monitoraggio della Coldiretti che chiede l’immediata attivazione dello stato di calamità naturale per l’ondata di maltempo che ha danneggiato in Puglia anche le ciliegie della varietà ‘Ferrovia’, dopo aver falcidiato fino al 90% il raccolto delle primizie Bigarreau e Georgia. Un flagello che fa salire il conto dei danni provocati dal clima impazzito con il moltiplicarsi nel 2020 di eventi estremi, dal gelo alla grandine. L’Italia – riferisce la Coldiretti – è il primo produttore Ue dalle mele e pere fresche, dalle ciliegie alle uve da tavola, dai kiwi alle nocciole fino alle castagne mentre la Penisola risulta il secondo produttore dell’Unione Europea di pesche, nettarine, meloni, limoni, arance, clementine, fragole (coltivate in serra), mandorle e castagne.
