«Attenzione, la situazione è molto delicata: ieri sera un’ordinanza regionale ha riportato Bisceglie in “zona arancione”, esordisce così una comunicazione diffusa in queste ore dal già europarlamentare Sergio Silvestris.
«Che vuol dire? Ristoranti e bar chiusi, negozi che tornano a svuotarsi -precisa Silvestris-. Qual è l’assurdità? Da oggi i ristoranti avrebbero aperto a pranzo. Anche i bar avrebbero riaperto. Tutti avevano rifornito le dispense, le cucine erano all’opera per preparare i menù dell’immacolata e molti tavoli erano prenotati. L’ordinanza è piombata dopo una giornata di preparativi, approvvigionamenti, allestimenti… a poche ore dall’avvio di una graduale ripresa! Dov’è il preavviso? Siamo numeri o persone?».
Ma la beffa, secondo l’Onorevole, continua: «Solo 4 comuni della Bat sono stati dichiarati “zona arancione”, quindi a Trani, Molfetta, Corato, Ruvo, Giovinazzo i ristoranti e i bar sono aperti, a Bisceglie sono CHIUSI. A Bisceglie ci sono 290 Bar, Ristoranti, pizzerie e alberghi. Ci lavorano più di 2mila persone, 2 mila famiglie ora sono senza stipendio e si stanno indebitando. Quanti di loro avranno la forza di ripartire dopo la pandemia e questi tira e molla?Cerchiamo di essere tutti concresolidali con ristoratori e baristi di Bisceglie. Se possiamo, compriamo cibi da asporto dai nostri locali. Niente regali da Amazon o da internet: acquistiamo quel che possiamo nei negozi biscegliesi. Preferiamo i panettoni artigianali dei nostri pasticceri a quelli industriali. Regaliamo una lattina di olio locale anziché una bottiglia di vino importato. Diamoci tutti una mano, perché la situazione è molto più grave di quel che ci raccontano. E le vittime del Covid rischiano di essere molte ma molte di più di quelle raccontate dalle statistiche ufficiali. Diamoci tutti una mano, perché ormai solo la forza e la generosità dei biscegliesi può aiutare la nostra città a resistere e a risollevarsi».
