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Refezione scolastica, Di Leo (Bisceglie d’Amare): che fine hanno fatto le somme pagate dai genitori?

Ancora una volta, l’Amministrazione comunale delude le famiglie.

Siamo tutti consapevoli delle difficoltà che il lungo periodo segnato dall’emergenza sanitaria ha comportato, ma cosa accade quando alle restrizioni, alle problematiche economiche e sanitarie, si aggiunge l’incuranza dell’Amministrazione?

Riepiloghiamo un po’ i fatti. Anno 2020, marzo: scoppia la pandemia da COVID-19. Prontamente, il governo nazionale e, di conseguenza, le sue diramazioni locali impongono l’interruzione dell’attività didattica in presenza. Da quel momento in poi, a più riprese, abbiamo assistito ad un rientro parziale in classe, alla didattica a distanza, a una revisione dei turni di lezione in presenza con annessa limitazione dell’orario scolastico alle sole ore antimeridiane.

Cosa ha implicato tutto questo? Che il servizio di refezione scolastica, da marzo 2020, non è mai stato riattivato. Tuttavia, il servizio veniva erogato a fronte dell’acquisto anticipato di buoni per la mensa che numerose famiglie avevano già comprato, rimanendo, di fatto, con un pugno di bigliettini inutilizzabili.

Ciò è avvenuto a marzo 2020 durante l’anno scolastico 2019/2020. Al termine dell’anno stesso, nonostante i numerosi solleciti inviati dalle famiglie all’Amministrazione, non è stato mai disposto un piano di rimborso.

Ad oggi, giugno 2021, concluso anche l’anno scolastico 2020/2021, l’Amministrazione non ha ancora deliberato come rimborsare le numerose famiglie biscegliesi che hanno anticipato le somme per l’acquisto dei buoni pasto. Tali somme sono attualmente nelle casse del Comune, considerato che il pagamento alla ditta che gestiva il servizio poteva avvenire solo a pasto fruito (scansione del codice a barre su ciascun buono pasto).

I Comuni limitrofi, invece, hanno avuto comportamenti più virtuosi. Si vedano, ad esempio, le soluzioni adottate da Molfetta, Barletta, Corato e Trinitapoli, che hanno provveduto ad avviare i rispettivi iter di rimborso in diversi periodi tra Maggio 2020 e Gennaio 2021.

Ricordiamo, a tal proposito, che la sopravvenuta impossibilità di ricevere la prestazione per la quale è stato già corrisposto il prezzo o parte di questo, realizza la conseguente risoluzione dell’accordo, ai sensi dell’art. 1463 del codice civile, e il diritto dei consumatori ad ottenere il rimborso di quanto pagato e non usufruito a causa di forza maggiore. Alternativamente si paleserebbe un indebito arricchimento ai sensi dell’art. 2041 c.c.

Che intenzioni ha l’Amministrazione comunale? Terrà per sé queste somme? Le ha già spese in qualche modo? Rimborserà tutte le famiglie?

La “svolta”, anche in questa strada, sembra inconcludente. A furia di svoltare, si sa, si gira su sé stessi e più che una svolta, ormai, sembra una rotatoria da cui non scorgiamo vie d’uscita per la nostra Bisceglie. 

Marco Di Leo

“Bisceglie d’Amare

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