Site icon La Diretta 1993 Bisceglie Notizie

A bocca asciutta

Chi sperava dalla Convention del neonato Circolo Arci Oltre i confini, ieri mattina nella solenne cornice di Palazzo Tupputi, di intravedere nell’ennesima associazione un possibile alleato elettorale, come peraltro già vox populi annunciavano, è rimasto folgorato sulle sedie del salone, che ha visto presenti una cinquantina di persone tra cui alcuni cavalli di razza della fu sinistra extraparlamentare di Bisceglie, come Lotta Continua e compagni di vari Collettivi politici,  ed esponenti di Democrazia Proletaria. Ma anche una nuova generazione di iscritti e simpatizzanti in cerca di un confronto pluralista sui temi critici, che assillano i biscegliesi.

 

Dunque, nessun collateralismo, come hanno stigmatizzato con chiarezza Enzo Ciani e il Presidente Nicola De Pasquale, massima autonomia politica e progettuale, dialogo con l’Amministrazione, con l’associazionismo e il mondo della politica. Il quale peraltro ha snobbato la Convention, tranne la esponente di Più Europa, assente anche l’Anpi. E invece sarebbe stato un atto di autentico pluralismo e dialettica tra associazionismo e Città, la presenza del primo cittadino almeno per i saluti a un Presidio di legalità, antifascismo, antirazzismo, come l’Arci rivendica a pieno titolo di voler essere.

 

E’ nata quindi una nuova, tra le tante, associazioni nel variegato, frastagliato e sovente indistinto panorama del mondo associativo e culturale? Per chi conosca la coerenza morale e politica dei fondatori del Circolo Oltre i confini la risposta è fortemente negativa. Anche le decine di realtà associative hanno rifiutato l’invito, confermando che il percorso che l’Arci intende seguire fuori da ogni appartenenza fa paura e trova quanto meno impreparato il quadro associativo di Bisceglie. E spezza una lancia in favore della nascita del nuovo circolo, che si è presentato ancora illibato ieri mattina, nella misura in cui rivendica la piena indipendenza progettuale, a cui l’associazionismo non è ancora abituato. Dunque, l’identità dell’Arci come elemento di dialettica, confronto e cooperazione con tutte le componenti della società civile e del mondo della politica.

 

Chi cercava nelle alchimie di una politica consociativa sponde da aggiungere a partiti e liste civiche, è rimasto fortemente deluso. Frastagliato il panorama dei presenti, dal regista Carlo Bruni a Natale Parisi -leader di Lotta Continua- in fondo alla sala, da Antonio Musci del PCI a volti che fanno parte, meno male, di un’altra generazione. Tutti protesi, questo è certo, a rendere meno banale la vita politica della città e dei più giovani ancora intontiti dal chiaro profilo politico dell’Arci, magari a chiedersi quale sia la formula, che da decenni fa del Movimento fondato nel 1957 a Firenze una grande Comunità in una Italia nata dalla Resistenza -bene ricordarlo in tempi di revisionismo storico- e di cui si avverte la cogente necessità. Anche a Bisceglie.

GIULIO DI LUZIO

Exit mobile version