A Bisceglie, la chiusura del Ponte Lama rappresenta una decisione che suscita preoccupazione e malcontento tra i residenti e i commercianti della zona. Ufficialmente, la chiusura è prevista per due anni, ma chi ha esperienza con lavori pubblici sa che i tempi possono facilmente raddoppiare o addirittura triplicare. Questo prolungato disagio colpirà non solo le attività commerciali situate lungo la strada statale, ma anche i cittadini che quotidianamente si spostano tra Bisceglie e Trani.
La mancanza di percorsi alternativi adeguati è una questione particolarmente critica. La politica locale, nella fretta di avviare i lavori, sembra aver trascurato le esigenze di chi utilizza mezzi alternativi come biciclette o motorini di piccola cilindrata per affrontare il tragitto da una città all’altra. I residenti si trovano a dover cercare soluzioni improvvisate per i propri spostamenti quotidiani.
È difficile non percepire questa situazione come l’ennesima barzelletta all’italiana, dove la programmazione lascia spazio a scelte impulsive dettate più dall’apparenza che dalla sostanza. Mentre i politici si mostrano in pompa magna con selfie e annunci trionfanti, le conseguenze delle loro decisioni pesano gravemente sulla comunità. Una pianificazione seria e lungimirante avrebbe potuto evitare tutto ciò, garantendo percorsi alternativi e una gestione più intelligente dei cantieri.
In conclusione, la chiusura del Ponte Lama non è solo un’infrastruttura che chiude, ma un problema complesso che mette in luce la mancanza di visione e responsabilità nella gestione degli affari pubblici. I cittadini meritano di essere ascoltati e le loro necessità devono essere prioritarie.
MAURIZIO RANA

